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Agrigento, 10 mag – E’ emergenza sbarchi di clandestini su Lampedusa ma ad essere coinvolta e compromessa è l’intera Sicilia e vi spieghiamo il perché. In poco più di 24 ore sulla più grande delle Pelagie (che resta comunque un’isola minore e dunque con le precarietà immaginabile nei vari settori, soprattutto quello sanitario) sono sbarcati 2.041 immigrati provenienti da vari paesi. E anche se stamani 200 partiranno su traghetto di linea verso Porto Empedocle e 300 saliranno a bordo della nave quarantena Splendid GNV (arrivata poche ore fa a Lampedusa da Trapani), all’hotspot ne restano 1.500. Questi numeri sono veicolati da organi di informazione (la testata regionale della Rai e a seguire riportata da altri) mentre sul sito del ministero dell’Interno il conteggio si ferma al 7 maggio dove già si contavano, nella sola prima settimana, 1.700 nuovi arrivi.



Non solo Lampedusa, l’emergenza coinvolge l’intera Sicilia

E qui sorge la prima domanda: come mai il puntuale cruscotto statistico giornaliero si è fermato? E’ andato in tilt? Il problema, come si diceva, non è solo di Lampedusa, tra i nuovi arrivati vi sono anche malati di tubercolosi che sono stati trasferiti all’ospedale di Caltagirone e i duecento che oggi arriveranno al porto agrigentino verranno poi distribuiti in centri di accoglienza dislocati nella provincia di Ragusa. E non finisce qui. Come più volte ricordato il fenomeno degli sbarchi, triplicato rispetto agli anni scorsi (ma di questo passo arriveremo a quadruplicare la cifra), aggrava l’emergenza sanitaria dettata dal Covid.

Un dramma anche per il turismo

La Sicilia è ancora in zona arancione con il reale rischio di vedere, per il secondo anno consecutivo, compromessa la stagione più proficua del turismo. Come si sposano le due cose? Con l’arrivo nella Trinacria di nuove varianti del virus da Paesi in cui non è difficile immaginare la precarietà del sistema sanitario. Chiudiamo le porte ai turisti (ripetiamo, la zona arancione questo significa) e le apriamo ancor di più alla pandemia. E’ accettabile? Riteniamo proprio di no. In queste ore si sono registrati anche gli appelli del sindaco e del parroco di Lampedusa. Oltre a una flebile voce dal Viminale, con la Lamorgese che vorrebbe istituire una cabina di regia. Ancora in silenzio, inspiegabile, il governatore siciliano Nello Musumeci.

Le prefetture, invece, continuano il lavoro di reclutamento di strutture per quarantena a terra, sintomo che nemmeno le navi basteranno più. Mentre sembra essere arrivata al capolinea la gara europea a procedura aperta per l’affidamento dell’appalto dei servizi di gestione e funzionamento dell’hotspot di Lampedusa. La Commissione tecnica lavora da circa un anno e tra ricorsi, esclusioni e decine di riunioni, avrebbe assegnato la gestione, per un anno, alla società cooperativa Badia Grande di Trapani (nel 2020 protagonista di una rimostranza da parte dei propri dipendenti lasciati 4 mesi senza stipendio). Usiamo il condizionale perché devono essere ultimate le procedure per l’affidamento che, giusto per ricordarlo, prevede una capienza di 250 persone.

Emanuela Volcan



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3 Commenti

  1. […] I numeri sono inclementi e nelle prossime ore assisteremo sicuramente all’attracco a Palermo anche della Sea Eye 4, con 415 clandestini a bordo. In un tweet di poche ore fa, riportato dall’account @sea-eye il dottor Stefan Mees ha dichiarato: “Tra due giorni ci sarà brutto tempo. Temo che la situazione a bordo poi sfugga di mano”. Ebbene anche la Ocean Viking che ad inizio mese portò il suo carico umano ad Augusta (dove è rimasta per la quarantena di 15 giorni) è pronta a tornare in Libia. “Le Ong presenti nel Mediterraneo sono le prime alleate dei mercanti di schiavi che lucrano e spingono disperati, e non, a lasciare il proprio Paese per arrivare in Europa”, spiegano in una nota i militanti della tartaruga frecciata. […]

  2. […] I numeri sono inclementi e nelle prossime ore assisteremo sicuramente all’attracco a Palermo anche della Sea Eye 4, con 415 clandestini a bordo. In un tweet di poche ore fa, riportato dall’account @sea-eye il dottor Stefan Mees ha dichiarato: “Tra due giorni ci sarà brutto tempo. Temo che la situazione a bordo poi sfugga di mano”. Ebbene anche la Ocean Viking che ad inizio mese portò il suo carico umano ad Augusta (dove è rimasta per la quarantena di 15 giorni) è pronta a tornare in Libia. “Le Ong presenti nel Mediterraneo sono le prime alleate dei mercanti di schiavi che lucrano e spingono disperati, e non, a lasciare il proprio Paese per arrivare in Europa”, spiegano in una nota i militanti della tartaruga frecciata. […]

  3. […] Insomma l’emergenza continua, siamo di fronte a una gestione sempre più problematica degli sbarchi, che proseguono incessanti soprattutto a Lampedusa. La stagione estiva è appena iniziata e i segnali sono tutto tranne che confortanti, perché la sensazione è di essere di fronte a un flusso continuo e soprattutto senza freni. La conseguenza è lampante: l’hotspot dell’isola siciliana è di nuovo al collasso, come già accaduto lo scorso anno. E si tenta di correre ai ripari spostando in tutta fretta i clandestini da un centro all’altro. Per ricollocarli si impiegano navi quarantena, per via dei positivi al Covid sbarcati. Senza risolvere però il vero problema: quello degli arrivi incontrollati. Le risorse messe in campo dal governo non servono quindi a saldare i confini, che appaiono sempre più porosi. […]

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