Strasburgo, 13 feb – In tanti nell‘Unione europea sono contro l’Italia: sul fronte dell’immigrazione, delle tensioni con la Francia, dell’Eurozona e dei conti pubblici, molti Paesi membri non mancano occasione di criticare il governo gialloverde. Il clima è chiaramente quello da campagna elettorale.

Ieri, in occasione del dibattito all’Europarlamento di Strasburgo, il premier Giuseppe Conte è stato duramente attaccato. “Per quanto tempo ancora sarà il burattino mosso da Di Maio e Salvini?“, è la bordata del leader dei liberali dell’Alde, Guy Verhofstadt. “Non è questa l’Italia che conosciamo”, gli fa eco il leader dei socialisti, Udo Bullmann, aggiungendo: “Il vostro governo deve smettere di mostrarci questo viso inumano“.

Le critiche di Conte all’Ue

Le priorità della prossima legislatura europea devono essere “lavoro e crescita“, ha detto dal canto suo Conte nel suo intervento, addebitando i “dissidi sul piano bilaterale” alla incapacità di Bruxelles di proporre soluzioni. Sì al seggio Ue all’Onu, no alle divisioni sugli immigrati, ma la riforma di Dublino “è insostenibile”.
E alle accuse ricevute, il premier replica così: “Io burattino non lo sono. Interpreto e sono orgoglioso di rappresentare un intero popolo e di interpretare la voglia di cambiamento del popolo italiano e di sintetizzare una linea politica di un governo che non risponde alle lobby. Forse i burattini sono coloro che rispondono a lobby e comitati d’affari“.

Salvini: “Preparate gli scatoloni, il 26 maggio a casa”

Dall’Italia arriva immediata la difesa del vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini: “Che alcuni burocrati europei, complici del disastro di questi anni, si permettano di insultare il presidente del consiglio, il governo ed il popolo italiano è davvero vergognoso. Le élite europee contro le scelte dei popoli. Preparate gli scatoloni, il 26 maggio i cittadini finalmente manderanno a casa questa gente”.

Tutti contro l’Italia

Al termine dell’intervento di Conte sono continuate le dure critiche da parte dei leader europei. “Io amo l’Italia ma oggi mi fa male vedere la degenerazione politica di questo Paese, iniziata vent’anni fa con Berlusconi e peggiorata con questo governo“, accusa Verhofstadt rinfacciando all’Italia di essere diventata “il fanalino di coda dell’Europa”.

Poi definisce il governo Lega-M5S “odioso verso gli altri stati membri, con Di Maio e Salvini veri capi di questo governo”, che ha “impedito la unanimità su Venezuela sotto pressione di Putin“. Infine lo accusa di non avere “una strategia per la crescita ma solo una tattica per farsi rieleggere con regali e debiti”.

Anche il capogruppo del Ppe, Manfred Weber, ci va giù pesante: “L’Italia è il Paese che cresce meno in Europa e il cui governo non riesce a mettersi d’accordo nemmeno su un progetto già approvato come la Tav. Il vostro governo non è disposto a fare riforme e ha un debito che cresce sempre di più”.

Anche Conte non gliele manda a dire

Certo, Conte nel suo intervento ha dato modo di maldisporre i partner Ue, con le sue critiche all’impalcatura dell’Eurozona. “La politica europea, di fronte a una crisi economica senza precedenti, si è ritratta impaurita al di qua della fredda grammatica delle procedure, finendo col perdere progressivamente il contatto con il suo popolo e rendendo sempre più incolmabile la distanza, che non è solo geografica, tra Bruxelles e le tante periferie del Continente. La politica ha rinunciato alla sua funzione legittimante e rappresentativa, apparendo – agli occhi dei cittadini – distante e “oligarchica”“, è l’accusa Conte.

“Il progressivo avanzamento nel percorso di integrazione ci ha reso realmente popolo, comunità di destino, al di là di ogni fictio giuridica? Certo, il percorso di definizione e di costruzione di un “popolo europeo” ha vissuto momenti significativi di avanzamento. Nonostante tutto però, non siamo riusciti ancora a diventare veramente un “popolo”, non abbiamo avuto il coraggio di costruire un modello inclusivo che, realisticamente, al di là di ogni retorica, favorisse la creazione di un demos europeo”, sottolinea il premier.

“Nessuno Stato Membro europeo può da solo giocare un ruolo significativo. Di qui l’auspicio che una voce europea unita trovi spazio anche al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. È una battaglia, questa, su cui l’Unione Europea deve muoversi in modo coordinato, deve parlare con una sola voce. L’Unione Europea deve saper parlare al mondo. Un’Europa forte, ambiziosa e coesa è innanzitutto necessaria per migliorare la sua capacità d’interlocuzione con gli Stati Uniti“, sottolinea il presidente del Consiglio.

Tajani: “Ulteriore impegno sull’immigrazione”

Il presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani (Forza Italia), incalza Conte sull’immigrazione: “Le chiediamo un ulteriore impegno nelle prossime riunioni del Consiglio affinché vengano accettate le proposte del Parlamento Ue, magari trovando qualche compromesso sulla riforma di Dublino”.

Conte, vaso di coccio tra vasi di ferro, è stato mandato allo sbaraglio a prendersi gli attacchi mentre i due vicepremier Salvini e Di Maio stanno facendo la campagna elettorale per le Europee di maggio.
Gli attacchi restano, sì. Ma è pur vero che arrivano da un Parlamento Ue e da una Commissione Ue a fine corsa. Ecco perché tutti guardano già al dopo voto. Ecco perché gli attacchi all’Italia sono più in generale attacchi ai popolusti e ai sovranisti (che non siamo noi italiani) e quindi funzionali alla propaganda elettorale.

Adolfo Spezzaferro

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