Roma, 24 ago – I vertici del Movimento 5 Stelle dicono no all’ipotesi di consultare la base grillina sulla piattaforma Rousseau in merito all’“inciucione” con il Pd. Questa ritrosia la dice lunga su quanto i militanti 5 Stelle gradiscano un eventuale accordo con il nemico giurato di sempre. La scusa ufficiale di chi si dice contrario alla consultazione online è che con i tempi strettissimi imposti dal Quirinale, non si farebbe in tempo a chiedere un parere agli iscritti. “Di fronte a una crisi di governo che corrisponde a un momento decisivo per il futuro del Paese è un nostro preciso dovere rispettare le procedure costituzionali” dice la deputata pentastellata Carla Ruocco in un’intervista al Corriere della Sera. La Ruocco, favorevole a un accordo con i dem chiude al tempo stesso all’ipotesi di un governo con la Lega perché, spiega, “non ci sono più margini, Salvini è inaffidabile”. Boccia l’ipotesi voto su Rousseau anche Roberta Lombardi, ex capogruppo alla Camera del Movimento, oggi consigliere nella Regione Lazio. Anche la Lombardi si dice favorevole a un accordo con il Pd (sebbene, secondo lei, “i nomi di primo piano di entrambe le forze non dovrebbero sedere nel governo”). In  merito al vooto sulla piattaforma, “sarebbe nelle nostre corde – sottolinea in un’intervista al Fatto Quotidiano -. Però comunicare in pochi giorni il senso e i punti di un’intesa così complessa, perché giustamente il Quirinale ha fretta di mettere in sicurezza il Paese, non mi pare facile“.

Favorevole al voto Paragone (contrario all'”inciucione”)

E’ interessante notare che il senatore M5S Gianluigi Paragone è invece favorevole al voto su Rousseau: “Lo abbiamo fatto con la Lega. Giusto farlo anche ora“, dice al Corriere della Sera. Non a caso Paragone fa sapere che non ha intenzione di rimanere con il M5S se si alleerà con il Pd. “Se si fa una maggioranza col Pd nessuno può contare più sulla mia disponibilità. E’ evidente che non potrei accettare di essere votato dalla Boschi. Anzi il fatto che il Pd voglia mettere la Boschi nella commissione (di inchiesta sulle banche, ndr) è la prova che quel partito non è cambiato”.


Insomma, niente voto su Rousseau, niente parere della base grillina. Il “governo della poltrona” deve nascere a Palazzo, dove a quanto pare il M5S si è adattato benissimo. Alla faccia di chi l’ha votato perché movimento anti-sistema.

Adolfo Spezzaferro

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