Pyongyang, 22 feb – “Nessun rapimento“. La figlia 17 enne di Jo Song Gil, ex ambasciatore nordcoreano a Roma presunto disertore, è voluta rientrare in patria perché si è sentita “abbandonata” dai genitori che “odiava”. E’ quanto afferma la versione ufficiale di Pyongyang, esposta – come si apprende – in una lettera inviata dal primo consigliere dell’ambasciata della Corea del Nord, Kim Chon, al presidente della Unione interparlamentare Italia-Nord Corea, l’onorevole Osvaldo Napoli.

La versione di Pyongyang

Secondo la ricostruzione, Jo Song Gil “ha lasciato l’ambasciata la sera del 10 novembre 2018, dopo un litigio familiare con la moglie Ri Kwan Sun relativo ai disturbi mentali che affliggono la figlia Jo Yu Jong. Con la moglie, la mattina dell’11 novembre si è allontanato dalla sede dell’ambasciata, dove risiedeva con la famiglia, senza più tornarci e facendo perdere le proprie tracce”. Secondo Pyongyang, la coppia non avrebbe avuto “alcun motivo politico” per fuggire.


In ambasciata è rimasta la figlia, che avrebbe manifestato risentimento nei confronti dei genitori “che l’avevano abbandonata”. La ragazza, “che da sola a casa soffriva di solitudine”, ha espresso il desiderio di far ritorno in patria. Come afferma la lettera, la giovanissima “è stata accompagnata da personale femminile” e non c’è stato “nessun rapimento”. La ragazza era “felice di rientrare”. Ora, affidata ai nonni, “viene curata”.

La Procura di Roma apre un fascicolo

Intanto la Procura di Roma stamattina ha aperto un fascicolo di indagine in merito al rientro in Nordcorea della minore. Non ci sono indagati e il fascicolo è al momento senza ipotesi di reato. Al procuratore aggiunto Francesco Caporale è stata consegnata una prima informativa della Digos a cui sono allegati anche articoli dei giornali sul caso.

A questo punto, per cercare di far luce sulla vicenda e valutare se possa trattarsi di un caso di rimpatrio forzato, gli investigatori dovranno acquisire i filmati delle telecamere della zona dove stava la ragazza alla ricerca di eventuali movimenti sospetti. Al vaglio anche le immagini dell’aeroporto di Fiumicino nel giorno della partenza in cui si vede la minore salire sull’aereo accompagnata da personale femminile.

Adolfo Spezzaferro

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