Roma, 19 ago – Matteo Salvini si prepara a fare il leader dell’opposizione e a portare in piazza gli italiani contro l’“inciucione” M5S-Pd-LeU (sempre se questa nuova maggioranza dovesse convincere il Presidente Sergio Mattarella). “Se fanno un accordo sulla spartizione del potere, io i numeri in Parlamento per fermarli non li ho… Questo va detto. Allora ci ritroveremo pacificamente nelle piazze italiane a chiedere il diritto di voto“. Sta tutto in queste poche parole il destino (di cui il leader della Lega è unico artefice) del Carroccio dopo poco più di una settimana dall’inizio della crisi di governo.

“Un governo Pd-M5S sarebbe una truffa agli italiani”

“Vado solo avanti, indietro non si torna. Quando c’è il rischio di rivederci Renzi al governo si va solo avanti e tempo da perdere non ce n’è”, spiega Salvini, “chi ha paura del popolo ha la coscienza sporca perché non ha lavorato bene. Qualcuno vuole andare al governo per terminare l’opera di svendita delle aziende italiane alle multinazionali straniere. Andremo nelle piazze italiane a chiedere pacificamente di andare al voto perché un altro governo non rappresenta la volontà popolare. Qualunque governo che non risponde alla volontà popolare è un governo che risponde a Bruxelles, Parigi e Berlino“. Nel corso dell’intervento-intervista di ieri sera alla Versiliana, a Marina di Pietrasanta, il vicepremier chiede alla platea: “Voi riterreste normale un governo Pd-M5S-Forza Italia o di marziani? Mi sembrano tutte ipotesi per buttare fuori Salvini e la Lega“, chiosa il ministro dell’Interno, secondo il quale un esecutivo del genere sarebbe “una truffa agli italiani”.

“Ho fatto venire a galla quelli per cui conta solo la poltrona”


Salvini pare abbia a cuore che nel disastro compiuto con la crisi di governo un fatto è emerso in modo chiaro, ossia che i parlamentari attaccati alla poltrona faranno di tutto per evitare il voto: “Siamo in mano a una trentina di renziani. Senatori di un pezzo del Pd che sanno benissimo che se andiamo a votare non li voterebbe nessuno. Ho fatto venire a galla in questi giorni che per qualcuno la poltrona vale seimila volte di più della democrazia”. “Si sono visti in dieci a casa di Grillo per svendere il Paese a Renzi”, insiste Salvini in serata. “Loro vanno con Renzi e io sarei l’inaffidabile? Dovranno passare sul mio corpo“.

L’appello a Mattarella e l’attesa per le parole di Conte

“Mi aspetto un sussulto di dignità e coscienza da parte della maggioranza dei parlamentari. Do anima e vita per dare un governo serio a un popolo serio. Sta a Mattarella valutare se questi governi Arlecchino vanno bene“. Ancora il vice premier:  “Come andrà martedì (domani, ndr)? Voglio ascoltare le parole del presidente del Consiglio, senza pregiudizi. Certo se il mood è quello delle scorse settimane, allora la via maestra è chiara. In questi giorni abbiamo un rapporto epistolare, ma è ancora il mio presidente del Consiglio. Magari martedì mi stupisce. Se mi dice applichiamo la Flat tax domattina… Il mio telefonino è sempre acceso. Le mie dimissioni? Non do la soddisfazione ai compagni di lasciare il ministero dell’Interno. Difenderò l’Italia e i suoi confini con le unghie e con i denti. Non mi stupirei se, nei prossimi giorni, ricevessi una richiesta di processo“.

Di Maio riunisce i parlamentari

Dal canto suo, il capo politico del M5S Luigi Di Maio oggi riunisce deputati e senatori per comunicare gli input ricevuti dal garante Beppe Grillo e dall’erede Davide Casaleggio ieri al vertice a Marina di Bibbona. Ormai è evidente che si lavori a un’intesa con il Pd. E i mal di pancia nei rispettivi schieramenti verranno sedati con la prospettiva di restare ben agganciati alla poltrona. Ma resta da superare il vaglio del Colle.

Mattarella vuole una maggioranza che governi a lungo

Mattarella di certo non darà il placet a un “accordicchio” grillini-compagni dal respiro corto. In assenza di un programma di governo di medio-lungo termine, il capo dello Stato sarà costretto a sciogliere le Camere. Questo lo sanno bene sia i 5 Stelle che i dem, e probabilmente stanno già lavorando a un nuovo contratto di governo, incentrato su quei punti di contatto – ambiente, fisco, immigrazione, sicurezza – che le due forze politiche hanno e che invece non avevano pentastellati e leghisti.

A tutt’oggi resta da capire la mossa di Salvini. Voleva smascherare gli inciuci per impedire ai cittadini di tornare al voto? Voleva sfilarsi dalla partita prima che si lavori alla manovra “lacrime e sangue”? Voleva guidare l’opposizione (soprattutto dai social e dalle piazze) per far crescere i suoi consensi? Oppure sa qualcosa che noi ancora non sappiamo, circa quanto dirà il premier Conte domani o come si muoverà il Colle. Per adesso – va detto – il giocatore di scacchi, l’abile e scaltro politico che non ne sbagliava una, almeno in apparenza ne sta uscendo sconfitto.

Adolfo Spezzaferro

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  1. Formazione del nuovo governo. in porta Fico, difesa Trenta e Quaranta, Prodi, istruzione Valeria Fedeli (indimenticabile), viaggi e turismo Di Battista, spettacolo Grillo, economia banche ecc. Boschi (una garanzia), emigrazione ed ospitalità Alfano, tuttofare Renzi, sanità e salute dott. psic. prof. Foti da Bibbiano, fotografia O Toscani, lavori pubblici Benetton, difesa Carola R., cultura M Murgia, rapporti con l’europa E. Bonino, primo ministro a caso …

  2. Forse, l’inchiesta sui fondi russi ha qualche fondamento di verità, oppure c’è qualcos’altro di cui non siamo a conoscenza che l’ha indotto a sfilarsi prima della bufera. Rimane il fatto che ha consegnato la legislatura alla sinistra, come un Fini qualsiasi, adesso, nuovamente, rischiamo di essere governati, come nel lustro precedente, da un accozzaglia di criminali morali che rappresentano meno della metà dell’elettorato. Tremo già, pensando a quello che succederà in ambito migratorio, i mezzi d’informazione canonici, giornali televisioni, e pure televideo RAI, hanno già cominciato con la litania dell’accoglienza che ci ha accompagnato negli anni passati. Arriveranno, senza problemi, ad eleggere l’ennesimo gaglioffo, che farà da Presidente della Repubblica fantoccio funzionale ai loro scopi, e noi rimarremo a macerarci nella rabbia e nel rimpianto per ciò che poteva essere e non è stato, aspettando invano l’elezioni politiche che non avverranno prima del 2023. Spero di sbagliare, ma al momento sembra essere l’ipotesi più credibile; veramente un capolavoro, grazie Salvini!

  3. Le manifestazioni non si organizzano DOPO che le decisioni sono state prese e rese operative, si organizzano PRIMA, per fare pressione affinché quelle decisioni vengano evitate. Dopo sono solo pastura ed esca per i boccaloni.

  4. Sarà stato Zingaretti a ingannare Salvini, dato che diceva di volere anche lui le elezioni per togliersi di mezzo i molti deputati ancora renziani.Salvini ha creduto che Zingaretti avesse una forza propria e non fosse influenzato dalle gerarchie occulte che hanno svenduto il paese, banche e aziende pubbliche comprese

  5. Dopo la “Conferenza di Jalta”, ci mancava il “vertice di Marina di Bibbona” con i più grandi cervelli della politica mondiale capitanati da un comico in disarmo. Peccato che c’è da piangere, sennò ci sarebbe da ridere. Secondo me Salvini ha innescato la miccia apposta per far sì che Pd e M5s si sbranino a vicenda. In realtà lo stanno già facendo ….

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