Gerusalemme, 18 feb – Salta il vertice con i Paesi Visegrad in programma a Gerusalemme, in Israele, dopo la decisione della Polonia di non partecipare. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri israeliano, spiegando che il summit “prevede la presenza di tutte e quattro” le nazioni, ossia – oltre alla Polonia – Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca.

Pertanto il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Emanuel Nashon, ha spiegato che vi saranno soltanto incontri bilaterali fra il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu e i colleghi dei tre Paesi Ue del gruppo Visegrad.

A far scoppiare la crisi diplomatica sono state le dichiarazioni del ministro degli Esteri israeliano sul ruolo dei polacchi rispetto all’Olocausto. L’appena insediato capo della diplomazia israeliana, Yisrael Katz, nella prima intervista nel suo nuovo ruolo (fino a domenica occupato ad interim dallo stesso premier Netanyahu) ha detto, citando l’ex premier Yitzhak Shamir, che “i polacchi assorbono l’antisemitismo dal latte delle loro madri“.

L’ira di Varsavia

Immediata la replica di Varsavia, che ha definito le parole “razziste e inaccettabili: è chiaro che il nostro ministro degli Esteri, Jacek Czaputowicz, non andrà al vertice“, ha annunciato il premier, Mateusz Morawiecki.

La polemica era cominciata già la settimana scorsa quando il premier israeliano Netanyahu aveva partecipato alla conferenza internazionale sul Medio Oriente nella capitale polacca e, criticando una legge di Varsavia, aveva detto che i polacchi erano stati complici dei nazisti.

La dichiarazione di Shamir invece si riferirebbe ad una esperienza personale: i suoi genitori sono stati uccisi dai polacchi durante la Seconda guerra mondiale.

Ludovica Colli

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