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Roma, 26 ott – Il nuovo Dpcm, che impone il coprifuoco dalle 18 alle 5 del mattino successivo e infligge una mazzata devastante all’economia, scatena la tensione all’interno della maggioranza giallofucsia. La stretta sulle attività di ristorazione, cinema e teatri, palestre e luoghi di attività sportiva provoca mal di pancia tra gli alleati tanto che il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini replica alle proteste del mondo dello spettacolo e della cultura: “Ho l’impressione che non si sia percepita la gravità della crisi e che non si siano percepiti i rischi del contagio in questo momento”, è la critica del capo delegazione del Pd. Chi però non sente ragioni e va a testa bassa all’attacco del Dpcm è il leader di Italia Viva Matteo Renzi, annunciando che chiederà modifiche alle restrizioni “nella parte su ristoratori, luoghi di cultura e attività sportiva“.

Conte riferirà al Parlamento giovedì

Dal canto suo, il premier Giuseppe Conte riferirà al Parlamento giovedì prossimo sulle misure contenute nel suo ultimo decreto, in vigore fino al 24 novembre. Alle 9.30 sarà alla Camera, poi a seguire andrà al Senato. Mentre invece a quanto pare si terrà domani il Consiglio dei ministri che dovrebbe varare il cosiddetto decreto Ristoro con gli indennizzi per le categorie più colpite dai nuovi divieti anti-contagio disposti dall’esecutivo.

“Conte ci spiegasse quali sono i dati scientifici su cui basa le decisioni”

Renzi coglie l’occasione e scuote la maggioranza chiedendo le ragioni della nuova stretta anti-contagio: “Mentre si chiedono (ancora) sacrifici, sarebbe molto utile, secondo me, che il governo chiarisse questi punti. E ci spiegasse quali sono i dati scientifici e le analisi sui quali si prendono le decisioni: i dati scientifici, non le emozioni di un singolo ministro”. Così l’ex premier nella sua e-news annuncia che Iv chiederà al premier di modificare il Dpcm. “In Parlamento, chiederemo che il presidente Conte valuti di seguire la stessa strada intrapresa dal Presidente dell’Alto Adige, che ha firmato un’ordinanza che prevede che i ristoranti siano aperti fino alle 22. Per quanto riguarda la ristorazione, è bene ricordare che i dati Istat – che mettono insieme alberghi, ristoranti e bar – ci dicono che il valore aggiunto 2019 di questo aggregato è di 64 miliardi di euro, quasi equivalente a quello di tutto il comparto edilizio”, fa presente Renzi. Sono soldi di cruciale importanza per tenere in vita l’economia.

Per il leader di Iv servono le “4T: tamponi rapidi, terapie intensive, trasporti e tracciamento”

“Servono le 4T: tamponi rapidi, terapie intensive, trasporti e tracciamento. E queste cose dipendono dalle istituzioni, non dai cittadini“, dice l’ex segretario Pd mettendo in difficoltà premier e alleati di governo. “Va bene rinunciare a molte libertà per il virus. Ma chiudere i luoghi di cultura e di sport è, invece, un errore: è più facile contagiarsi sulla metropolitana che a teatro. E la chiusura dei ristoranti alle 18 è tecnicamente inspiegabile, sembra un provvedimento preso senza alcuna base scientifica. A cena il Covid fa più male che a pranzo? E per chi si era attrezzato valgono le stesse regole? Ci rendiamo conto del danno economico devastante?”, si chiede Renzi per il quale, con il nuovo Dpcm, “rischiamo di far schizzare la curva del debito solo per le emergenze e senza una visione strategica”.

L’ex premier chiede ancora il Mes

Poi il leader di Iv torna in pressing sul prestito-trappola della Ue. “Appare sempre più assurdo il no ideologico al Mes – dice -. La verità, cari amici, è che col virus dobbiamo convivere non solo tre settimane. Dobbiamo arrivare al vaccino, dobbiamo distribuire bene il vaccino, dobbiamo organizzare una logistica per il vaccino che sia esattamente l’opposto della gestione logistica del tampone. Ci aspettano ancora settimane difficili, bisogna convivere con il coronavirus“. Una critica pesante al modus operandi della maggioranza (di cui Renzi fa parte). “Serve un piano, una visione, una strategia. Non rincorrere gli eventi, ma prevederli come stiamo dicendo – spesso inascoltati – da mesi.

La replica di Orlando: “Ricordo ministri in piazza contro governo, non andò bene”

Immediata la replica stizzita del vicepresidente del Pd Andrea Orlando: “Ricordo nitidamente i giorni nei quali i ministri, finito il Cdm, andavano in piazza a manifestare contro il governo. Tempi assai più semplici di questi eppure non andò bene allora, per il governo ma ancor più per il Paese“. Così il big dell’area dem contro attacca su Twitter chi come Renzi in queste ore sta criticando il governo per il coprifuoco nazionale.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. Renzi continua a non capire e propone decisioni che aggraverebbero la situazione.
    Secondo me servono le 4C.
    Ve lo spiego a parte.

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