Livorno, 18 ago – Beppe Grillo e Davide Casaleggio, rispettivamente il garante e il figlio-erede del fondatore del Movimento 5 Stelle, decretano la fine della maggioranza gialloverde. Al termine del vertice del M5S, che si è tenuto nella villa di Grillo a Marina di Bibbona, “tutti i presenti – si legge in una nota – si sono ritrovati compatti nel definire Salvini un interlocutore non più credibile“.

M5S: “Da Salvini vergognosa retromarcia senza alcuna credibilità”

“Prima la sua mossa di staccare la spina al governo del cambiamento l’8 agosto tra un mojito e un tuffo. Poi questa vergognosa retromarcia in cui tenta di dettare condizioni senza alcuna credibilità, fanno di lui un interlocutore inaffidabile, dispiace per il gruppo parlamentare della Lega con cui è stato fatto un buon lavoro in questi 14 mesi. Il Movimento sarà in Aula aula al Senato al fianco di Giuseppe Conte il 20 agosto“, conclude la nota. I pentastellati quindi chiudono definitivamente a qualsiasi riedizione dell’accordo di governo (con tanto di contratto) stipulato con il Carroccio, rendendo a questo punto inutile un eventuale voto di sfiducia dei leghisti contro il premier Conte.

Lega: “Tradimento grillino per le poltrone. Italiani sapranno chi scegliere”


Se i grillini preferiscono Renzi alla Lega lo dicano chiaro, gli italiani sapranno chi scegliere“. Così i capigruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, e alla Camera, Riccardo Molinari, reagiscono alla nota del M5S. “Riforma dell’Europa e delle banche a braccetto con Renzi, Boschi e Prodi? Sarebbe tradimento per salvare le poltrone”. Gli fanno eco Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio della Camera, e Alberto Bagnai, presidente della commissione Finanze della Camera. Dal canto suo, il leader Salvini opta (almeno per adesso) per il silenzio.

Verso l'”inciucione” M5S-Pd-LeU

Ma tanto, per i 5 Stelle, prima ancora che il premier Giuseppe Conte parli in Aula, dopodomani, ormai è deciso: con Salvini non si governa più. Ora, come dire, il cerchio si stringe: prende sempre più piede l’ipotesi “inciucione” M5S-Pd-LeU. Per la grande gioia del presidente della Camera, il “compagno” Roberto Fico, dell’ala sinistra dei pentastellati e  – soprattutto -dei dem, sconfitti alle urne e ora proiettati al governo (il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha appena fatto riferimento alla necessità di “affrontare le nuove sfide senza paralisi”). Alla faccia della volontà popolare, visto che se si votasse oggi, Salvini molto probabilmente farebbe il premier con una larga maggioranza, e visto che l’attuale assetto del Parlamento non rispecchia più il quadro politico nazionale.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. Dunque, Salvini bollato come “non credibile”. Va be’, può essere un punto di vista. A questo punto, sarebbe però bene ricordare quando Grillo, come portavoce del Movimento 5 Stelle, incontrò l’allora presidente del consiglio Renzi per le consultazioni post elettorali e lasciò il tavolo, sprezzante, senza accettare di parlargli e rinfacciandogli in diretta streaming di non essere credibile. Oibò, ora come la mettiamo? Salvini è un interlocutore non più credibile, quell’altro non era credibile fin dal principio… dunque? Ora è credibile? Com’è successo?

    Per favore, redazione, reperite le registrazioni, che ci sono, e fateci una bella paginetta riproponendocele con qualche commentino sagace.

    Un’accozzaglia di arruffapopoli. Cambiano i tempi, cambiano gli schieramenti, alcune formule del passato rimangono sempreverdi, con un effetto-specchio impressionante.

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