Roma, 18 ago – “Se qualcuno ha deciso ribaltoni e inciucioni allora lo dica ad alta voce. Se non c’è un governo la via maestra sono le elezioni. Altrimenti ci si risiede al tavolo e si lavora. Ma Renzi e Boschi sono il passato, non perchè lo dice Salvini ma l’hanno detto milioni di italiani in tutte le elezioni”. Così Matteo Salvini, in diretta su Facebook, interviene sulla crisi di governo da lui scatenata e poi (inutilmente) ritrattata. Il messaggio ai 5 Stelle – che però non ne vogliono più sapere – è chiaro: o elezioni anticipate o governo Lega-M5S 2.0. E’ meno chiaro, però, come Salvini intenda evitare che, martedì, in caso di sfiducia in Aula al premier Conte da parte del Carroccio, il presidente della Repubblica non prenda in considerazione la formazione di una nuova maggioranza.

Il leader della Lega: “Mattarella sa qual è il percorso più utile per rilanciare il Paese”

Salvini, dal canto suo – in diretta su Facebook – appare sicuro, come se avesse un piano ben preciso. “C’è chi sta lavorando per riportare nei palazzi del potere i bocciati dal voto. Che democrazia è questa? Non darò mai a nessuno – assicura – la soddisfazione di aprire i portoni e far entrare Renzi e il Pd“. L’asso nella manica (si fa per dire) sarebbe il capo dello Stato. “C’è il Presidente Mattarella che fortunatamente ha tutti gli elementi per valutare qual è il percorso più utile per rilanciare questo splendido Paese che è l’Italia.

Il vicepremier: “Mai con Renzi o Boschi”


Renzi, Prodi, la Boschi, Lotti che pensano a un governo Pd-M5S. Ma vi immaginate i porti aperti, l’avanti tutti o il c’è spazio per tutti, lo ius soli, i decreti sicurezza cancellati? No, io dico no – prosegue perentorio Salvini – Gli italiani non si meritano un Renzi qualunque. Bocciato dagli elettori che torna con i giochi di Palazzo”. “O governo o voto, mai con Renzi o Boschi. Se qualcuno vuole regalare agli italiani un futuro fondato sul passato, sui porti aperti, sul jobs Act, sulla Fornero, avrà in me un avversario senza paura“. Così conclude il leader della Lega, alludendo forse all’opposizione che farà all’eventuale governo-inciucio Pd-M5S.

Di Maio esulta: “Tra quattro giorni il taglio dei parlamentari”

E se Salvini è apparso quanto meno criptico, nei suoi proclami, non è da meno il suo ormai avversario Luigi Di Maio, che pensa solo al taglio dei parlamentari. “Buongiorno e buona domenica – scrive su Facebook il vicepremier pentastellato – mancano solo quattro giorni e finalmente taglieremo 345 parlamentari. Grazie a questo taglio – prosegue – faremo risparmiare mezzo miliardo di euro ai cittadini, 100 milioni di euro all’anno e 300 mila euro al giorno. Soldi da spendere in servizi per gli italiani, in nuovi cantieri, scuole moderne e trasporti pubblici”. E conclude con un post scriptum: “P.S. Se la Lega sfiducerà il presidente Conte, il taglio salta!“. Un mantra ripetuto di continuo in questi giorni, e che sembra un “mettere le mani avanti” da parte dei 5 Stelle, nel caso in cui il premier dovesse dimettersi e quindi niente taglio.

Mattarella (e Zingaretti) ago della bilancia

Certo è che fino alle “comunicazioni” di Conte martedì in Aula, tutto è ancora (più o meno) possibile. Perché se da un lato la Lega non ha i numeri per sfiduciare il premier, non è detto che riesca l’intesa Pd-M5S per dar vita a un nuovo governo. Per tutta una serie di motivi: dal fatto che tra i dem sono soprattutto i renziani a spingere per l’inciucione fino ad arrivare alle difficoltà da parte dei 5 Stelle a fare accordi politici di qualsiasi tipo, come già dimostrato con la travagliata nascita del governo ancora in carica. Mentre Mattarella (e forse anche l’acerrimo nemico di Renzi, il segretario Pd Zingaretti) esige di un’intesa valida e solida prima di dare il placet a un nuovo governo. Altrimenti resterà sotto il fuoco di Salvini e di tutto il centrodestra per aver (inutilmente) tradito la volontà popolare.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. Che Salvini abbia aperto una crisi confidando nel potenziale intervento chiarificatore di Mattarella sembra un po’ incredibile.

  2. Mattarella è (metaforicamente) la lebbra.
    E se invece la Lega NON votasse per sfiduciare Conte? Sarebbe interessante vedere gli esiti di una decisione tanto spiazzante.

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