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Bologna, 25 mag – “Dalla Lombardia alla Sicilia in questo weekend si è assistito spesso a comportamenti scellerati, di giovani e non, alla ricerca di una tanto agognata normalità”. Le Sardine, sempre più schierate con il governo giallofucsia, su Facebook se la prendono con i cittadini che nel primo settimana di piena (e reale) fase 2 hanno violato le norme anti contagio con assembramenti e movida. “Alcuni sindaci hanno dovuto porre dei limiti alla ripresa delle attività di bar, pub e locali pubblici. Una contromisura necessaria per evitare il rischio di un possibile aumento del contagio e così i commercianti dovranno sottostare a ulteriori restrizioni, mettendo a repentaglio la propria attività lavorativa. Strette di mano, abbracci, baci, drink condivisi e minime distanze. Mascherine al mento, al collo, in mano se non addirittura in tasca, come fosse una borsetta, un ornamento superfluo“, è l’accusa delle Sardine che nate per dare manforte al Pd nelle elezioni in Emilia-Romagna hanno via via assunto il ruolo di ultras del governo.

Nei giorni scorsi l’attacco alle Mascherine tricolori

Nei giorni scorsi, per esempio, hanno interrotto il silenzio per attaccare le Mascherine tricolori scese in piazza per protestare contro l’assenza di politiche economiche da parte dell’esecutivo a sostegno di famiglie e imprese, messe in ginocchio da mesi di serrata generale. Segno tangibile che le uscite di questo movimento sono a orologeria e hanno un unico scopo: la difesa dell’establishment giallofucsia.

“Il nostro non è moralismo, è responsabilità”

“Il nostro non è moralismo, è responsabilità. Una serata fuori con gli amici può costare caro”, precisano le Sardine. “Lo stare insieme dovrà sottostare a barriere fisiche, dolorose ma necessarie perché è attraverso esse che preserviamo la nostra comunità. A perdere la vita in una terapia intensiva, infatti, sarà chi è più debole, chi già sta lottando da tempo e chi di certo a quel drink non ha ceduto“, conclude il movimento sulla pagina Facebook.

L’auspicio, immaginiamo condiviso da molti, è quello che le 6.000 Sardine si candidino in massa a fare gli assistenti civici, così da incarnare a pieno la loro vocazione e trasformare le loro parole in azione. Tanti piccoli pescetti rossi con il fratino in mezzo alle persone fuori i locali a denunciare chi non rispetta le distanze di sicurezza. Una situazione che di certo non lascerebbe indifferenti i cittadini.

Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. Lasciamo le mascherine solo alle sardine.L’unico problema è che siccome riducono il livello di ossigeno nel sangue ed al cervello, per loro potrebbe essere un grossissimo problema!