Roma, 14 nov – Tutti rifugiati. La prossima geniale mossa dell’immigrazionismo della stampa mainstream italiana pare propriìo essere questa, insieme al “dell’immigrazione non ne ha parlato nessuno quindi il problema non esiste”. Che è un po’ come dire che se governi immigrazionisti e con giornali immigrazionisti mettono – che strano! – in secondo piano la questione, aiutati anche dall’emergenza Covid, allora i disagi che apportano a milioni di persone possano bellamente venire ignorati: elementare, Watson!

“Scappare da guerra o fame è la stessa cosa”

L’ultimo alfiere della prossima strategia immigrazionista “tutti rifugiati” è tale Mario Lavia de Linkiesta, ospite di Coffee Break stamattina su La7. Il “dottor” Lavia si prodiga in una serie di banalità mai viste (o meglio, straviste), stranamente molto simili a quelle che in coro si ascoltano, manco fossero degli automi privi di cervello, da tutte le anime belle della nostra politica e di coloro che ancora li seguono con assoluta fedeltà religiosa.

La prossima mossa immigrazionista è trasformare tutti in rifugiati

In fondo, che ci vuole? Eliminiamo le distinzioni, e quindi tutti i migranti economici, visto che siamo ben consapevoli di quanto la stragrande maggioranza degli arrivi sulle nostre coste sia costituita da essi. Danno troppo fastidio, anzitutto concettualmente: quindi, aggredire ed eliminarli come categoria. Sciò. Tra l’altro si tratta di un approccio molto simile ad altri tenuti in passato dal pensiero unico dominante, come il “legalizziamo i flussi” che sostanzialmente ci porta – sempre concettualmente – a far entrare tutti, senza distinzioni, in modo che il problema non esista più. Un po’ come non esisterebbe la droga se venisse legalizzata, non esisterebbero le violenze se venissero legalizzate, non esisterebbero gli omicidi se venissero legalizzati, non esisterebbero i furti se venissero legalizzati. Basta rendere lecito, e il gioco è fatto. Nella fattispecie, si va anche oltre: non legalizziamo solo la clandestinità, ma facciamo sì che nessuno sia clandestino. La domanda che ci poniamo è la seguente: tutto ciò è geniale o solo un fastidiosissimo insulto all’intelligenza?

Stelio Fergola

 

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