Lecce, 7 dic – Favori sessuali in cambio di “aiuti” nei procedimenti giudiziari sarebbe questa la motivazione dietro l’arresto di Emilio Arnesano, pubblico ministero di Lecce. Per l’uomo sono scattate le manette e il sequestro di beni per un valore di diciottomila euro, a seguito di indagini nell’ambito di un’inchiesta della Procura della Repubblica. Tali indagini hanno ad oggetto  presunte prestazioni sessuali “scambiate” con il magistrato per ottenere di numerosi favori: in tale maniera, chi ha proposto “la contropartita” avrebbe avuto un accesso più semplice a definizioni “bonarie” di processi giudiziari. Protagonista di punta di questo giro di illeciti sarebbe l’avvocatessa Benedetta Marina.

Tra i procedimenti interessati il dissequestro di una piscina abusiva e un’inchiesta nei confronti di un dirigente Asl bellamente archiviata. Perché è proprio nel “cuore” dell’Azienda Sanitaria che si anniderebbe il marcio. Il Pm che si è occupato delle indagini, Francesco Curcio, parla di “un collaudato sistema di vendita delle funzioni giudiziarie, in cui Arnesano garantiva reiteratamente favori a dirigenti e medici dell’Asl, a partire dagli amici di Carlo Siciliano”.

Nella medesima inchiesta, infatti, sono finite altri personaggi di spicco ritenuti colpevoli degli stessi reati o reati affini. Il GIP di Potenza ha dunque disposto gli arresti domiciliari per altri quattro individui: tre di loro sono dirigenti dell’Asl di Lecce. Tra di loro, Ottavio Naracci, direttore generale. Poi due dirigenti: Giorgio Trianni e Giuseppe Rollo. La stessa procedura cautelare è scattata anche per la bella “avvocatessa” Benedetta Martina.

Ilaria Paoletti

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