Madrid, 23 lug – Pedro Sanchez ha perso il primo voto di fiducia per formare un governo in Spagna. Il leader socialista ha incassato 170 voti contrari e soli 124 a favore. Le astensioni sono state 52, tra cui anche i parlamentari di Podemos, fondamentali per dare vita a una maggioranza. Al leader socialista infatti servivano almeno 176 voti, su 350 totali, per essere confermato come primo ministro già da martedì, con la regola della maggioranza assoluta. Sanchez invece ha ottenuto solamente l’appoggio dei socialisti e del Partito regionalista di Cantabria. A votare contro, oltre i 66 parlamentari del Partito popolare, sono stati i Popolari di Pablo Casado, i Ciudadanos di Albert Rivera e i 24 parlamentari sovranisti di Vox. Contrari anche i 14 deputati repubblicani di Erc che però, a quanto pare, sarebbero disposti ad astenersi il 25 luglio.

Giovedì il nuovo voto: basterà la maggioranza semplice

Il nuovo voto si terrà giovedì. A differenza di oggi, a Sanchez basterà la maggioranza semplice del Parlamento per essere incaricato premier. A fare da ago della bilancia è quindi un eventuale accordo con Podemos. Il partito di sinistra ora alzerà la posta: secondo fonti interne, come riporta l’agenzia Reuters, la questione chiave è il ruolo che avrebbero i ministri di Podemos in questo governo.
Se Sanchez non riuscirà a convicere i no global di Pablo Iglesias Turrión, nuove votazioni potrebbero tenersi a settembre – dopo la pausa estiva. In caso di altri fallimenti, però, la Spagna potrebbe tornare alle urne già a novembre.

Adolfo Spezzaferro

Commenta