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Roma, 3 apr – Puntuale come ogni giustizia a orologeria che si rispetti, la Procura di Roma apre un fascicolo di indagine per odio razziale sui fatti avvenuti nella tarda serata di ieri nella zona di Torre Maura (Roma Est) dove centinaia di abitanti della zona, supportati anche da militanti di CasaPound Italia, sono scesi in strada per protestare contro il trasferimento senza preavviso di circa 70 rom in un centro di accoglienza di proprietà del Comune in via dei Codirossoni. Reazione di piazza che ha fatto fare dietrofront al sindaco di Roma Virginia Raggi, che ha annunciato che i nomadi verranno spostati altrove nei prossimi giorni.

La Digos alla ricerca degli autori della protesta

A piazzale Clodio sono in attesa di una informativa dalle forze dell’ordine intervenute. I reati ipotizzati, al momento, sono di danneggiamento e minacce aggravate dall’odio razziale. La Digos di Roma è al lavoro per individuare gli autori della violenta protesta. A breve potrebbero esserci i primi identificati che rischiano la denuncia. Le posizioni verranno vagliate per chiarire le singole responsabilità. Intanto, circa trenta residenti si trovano all’esterno del centro di accoglienza di via dei Codirossoni per presidiarlo.

“Il Comune pensa ai rom invece che a noi”

Alla notizia delle indagini per odio razziale, i residenti respingono ogni accusa, sottolineando che il razzismo non c’entra niente. “Le nostre case, gestite dal Comune, sono abbandonate al degrado. Il mio balcone si muove, ho dovuto riparare una perdita al bagno a spese mie perché ogni volta che aprivo il rubinetto l’inquilino al piano di sotto veniva a suonare”, spiega uno dei residenti scesi in strada contro l’arrivo dei nomadi. “Viviamo in questo appartamento da 41 anni – racconta una signora di 88 anni -. Prendo 600 euro di pensione al mese, il soffitto del bagno mi sta per crollare in testa. Quando chiamo il Comune, mi tengono in attesa un tempo infinito e ora mantengono questi rom“.

Lo stato di abbandono e degrado è sotto gli occhi di tutti. Muri portanti con crepe profonde, visti più volte dai Vigili del fuoco, balconi senza vetri dopo l’ultimo vento forte che li ha fatti saltare, cornicioni a pezzi, citofoni riparati alla buona dagli inquilini. “Giorni fa un pezzo di cemento mi è caduto sulla macchina, dopo essersi staccato all’improvviso dalla facciata sopra al portone – racconta un altro residente – , il parco davanti lo manteniamo noi, i lavori dentro casa pure. Capite che è questo ad accendere il fuoco dell’intolleranza?“.

Adolfo Spezzaferro

 

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8 Commenti

  1. Ignobile racconto di skypd24 e di la7,ricostruzione infame, una stampa venduta alla sinistra ed alla fecciaglia rom dedita alla delinquenza ed al male affare…….le ignobili parole della raggi e di questi pseudo intellettuali sinistri contro CP sono vigliacche e codarde;vergognoso poi l’atteggiamento dei magistrati che invece di difendere gli italiani li vogliono punire e sostituire con frociame sinistro vario asociale……… D’altronde è di oggi la notizia che per un crudele omicidio , a finale emilia, di una anziana da parte di due giovani magrebini il p.m. ha chiesto una condanna lieve , una decina di anni appena, poiché i due pasciuti africani hanno il diritto di reinserirsi e di rifarsi una vita…….. I comunistoidi immigrazionisti hanno ridotto l’Italia una cloaca e poi spalano merda sui patrioti di CP. Sinistra indegna,ignobile e da vomito.

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