Pyongyang, 30 giu – Per la prima volta dal 1953 un presidente degli Stati Uniti ha messo piede in Corea del Nord. Il fatto storico è avvenuto questa mattina, mentre in Corea erano le 16 circa del pomeriggio. Donald Trump ha incontrato Kim Yong-un nella zona demilitarizzata lungo il 38esimo parallelo. I due leader si sono stretti la mano, insieme hanno varcato il confine del Nord per una breve passeggiata. Poi Kim ha seguito Trump al Sud.

La diplomazia di Twitter

A lanciare l’invito al leader di Pyongyang era stato lo stesso presidente americano, che un paio di giorni fa aveva twittato in merito al G20 organizzato in Giappone: “Dopo il meeting andrò in Corea del Sud con il presidente Moon. Se il presidente Kim legge questo messaggio, mi piacerebbe incontrarlo al confine per stringergli la mano e salutarlo”.


Durante l’incontro il primo a prendere la parola è stato proprio Kim: “E’ un piacere rivederti. Non mi sarei mai aspettato di incontrarti qui”. Una volta entrati formalmente in territorio nordocoreano il presidente Usa ha risposto così: “Buoni progressi, buoni progressi. Mi sento alla grande, è un grande onore essere qui. Questo è un onore per me. Passare oltre quella linea è stato un grande onore. Ci siamo incontrati e ci siamo piaciuti, dal primo giorno”. Come al solito Trump si è spinto oltre, ipotizzando un invito per il leader nordcoreano alla Casa Bianca. “Lo inviterei in questo esatto momento. Io penso che quanto è avvenuto sia un fatto storico, un grande giorno per il mondo”, ha detto rispondendo alla domanda di un cronista.

“Credevano fossimo destinati alla guerra”

Kim Yong-un ha apprezzato il coraggio di Trump nel formulare un invito informale negli Usa. Per tutta risposta il tycoon lo ha ringraziato per aver accettato l’invito di oggi: “I giornalisti mi avrebbero fatto a pezzi”, ha detto Trump ironizzando. “Tutti pensavano che fossimo destinati alla guerra”, ha aggiunto il presidente americano, “e invece stiamo parlando. Questo è già molto”. Versione sposata anche da Kim: “Stiamo cercando di superare i problemi del passato per creare un futuro migliore”. 

Gli analisti Usa criticano Trump

Nonostante l’irrituale invito tramite Twitter, la Casa Bianca ha confermato che la visita di Trump al confine tra le due coree era in programma da molto. Non in programma invece la stretta di mano, quella sì forse idea last minute di Trump e del suo entourage. Un approccio che non piace agli analisti, tra tutti quelli del Council on Foreign Relations americano, per i quali i risultati non si ottengono con la diplomazia di Twitter, capace di creare solamente “foto opportunity”. E’ ancora presto per dire se un certo tipo di iniziative saranno in grado di portare risultati concreti. Di sicuro c’è che in termini di comunicazione politica oggi hanno vinto sia Trump che Kim.

Davide Romano

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