Roma, 30 mag – Negli Usa la cultura della sparatoria non ha addirittura età, se si pensa all’ultimo delirio – che poteva evolvere ancora in tragegia – che ha coinvolto addirittura un bimbo di 10 anni, come riportato da Tgcom24.

Usa, la sparatoria ora la minaccia un bimbo

Che la strage in Texas sia solo l’inizio di una – terrificante – evoluzione sociale negli Stati Uniti? Il dubbio è lecito, anche se è presto, ovviamente, per trarre conclusioni. Di sicuro, l’allarme scatterebbe in chiunque non sia completamente insensibile a dinamiche di sicurezza quotidiane troppo importanti. Negli Usa c’è una “cultura della sparatoria” che sembra stia prendendo piede. Al punto che la sparatoria, adesso, la minaccia pure un bimbo. E nemmeno “tendente all’adolescenza”, chessò sui 13 o i 14 anni. Macché, ancora più giovane. Perché il pargolo aspirante kille di anni ne ha 10, e in Florida viene arrestato per un messaggino inviato alla Patriot Elementary School di Cape Coral in cui minacciava una strage armata.

La notizia viene riferita dal New York Post, che cita le forze dell’ordine locali. Lo sceriffo Carmine Marceno è durissimo sull’accaduto: “Non è il momento di agire come un piccolo delinquente, non è divertente. Questo bambino ha lanciato una falsa minaccia e ora ne sta pagando le vere conseguenze”.

Il video dell’arresto su Facebook

Lo stesso Marceno ha pubblicato sui social network il video dell’arresto del piccolo. Un agente lo porta via, nell’auto della polizia. Secondo Marceno, “l comportamento di questo studente è disgustoso, soprattutto dopo la recente tragedia di Uvalde, in Texas”, poi ha aggiunto che “assicurarsi che i nostri figli siano al sicuro è fondamentale. Avremo legge e ordine nelle nostre scuole! Il mio team non ha esitato un secondo”.

Alberto Celletti

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