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Spunta l’Odg che silenzia i virologi in tv. E gli scienziati da salotto televisivo sbroccano

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Roma, 23 set — Un Odg per porre un limite allo strapotere mediatico dei virologi «da salotto» in tv. Le «voci della scienza» la cui presenza strabordante sui nostri media, e in particolare in televisione, ha messo a dura prova la pazienza e la tenuta dei nervi degli italiani, confusi da una tempesta di pareri — spesso di scordanti —, anatemi contro il capro espiatorio di turno —runner, italiani contro le restrizioni, no vax — o ancora più spesso vere e proprie campagne di terrorismo mediatico. 

Ad annunciare l’Odg-bavaglio per i virologi è il deputato Trizzino del Gruppo Misto. «Ho chiesto con un mio ordine del giorno — fa sapere — un impegno al governo di intervenire affinché tutti i dipendenti delle strutture sanitarie pubbliche o private e degli organismi ed enti di diretta collaborazione con il Ministero della Salute, possano partecipare alle trasmissioni televisive o radiofoniche. E rilasciare interviste, previa esplicita autorizzazione della propria struttura sanitaria di appartenenza».

Un Odg per arginare i virologi



Per parlare in tv, per inondare l’etere di ramanzine e preconizzazioni catastrofiche, spesso mancando di rispetto a milioni di cittadini all’ascolto, sarebbe d’uopo che i virologi star ricevessero prima un’autorizzazione. «Questo strombazzamento mediatico costruito spesso per la ricerca della ribalta e della notorietà è responsabile di un numero imprecisato di vittime. Credo che non si sia posta la necessaria attenzione al fenomeno. E che adesso si debba porre un freno a questa vergogna», ha tuonato Trizzino. 

E i signori virologi insorgono

All’annuncio di Trizzino la cricca dei virologi è sobbalzata all’unisono sulla cadrega. ma come si permette costui? La prima a tuonare contro l’Odg è stata la Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano. «Virologi. Immunologi. Infettivologi in tv. Alla radio, o intervistati dai giornali su Covid-19, solo se autorizzati? No, se si tratta di parlare di scienza. Di illustrare il proprio pensiero scientifico. Cosa che noi professori universitari dobbiamo fare istituzionalmente. Altra cosa se si tratta di fornire dati di gestione interna o comunque dati sensibili della propria Asl o ospedale di appartenenza». Prevedibile la rosicata di Matteo Bassetti. «Limitare la libertà di parlare sarebbe gravissimo e scandaloso… Sarebbe una norma che rasenta la stupidità, il ridicolo».

Gli fa eco un dubbioso Fabrizio Pregliasco. «Una Carta che valga anche per politici, giornalisti, avvocati, cosiddetti esperti, insomma tutti coloro che intervengono sui media. Anche se poi non si sa chi è che dovrebbe controllare». Infine Massimo Galli, primario dell’ospedale Sacco di Milano, il re dei virologi catastrofisti, parecchio risentito: «Siamo al grottesco. Impedire ai medici di esprimersi è come dire che un avvocato non può discutere di argomenti giuridici in tv e sui giornali. O un ingegnere di argomenti tecnici».Cristina Gauri 


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3 Commenti

  1. Ho letto alcune dichiarazioni..
    Fa veramente ridere, (per non dire pena), sentire lamentare loro e parlare di presunta “dittatura”. Quando sono proprio loro che ci hanno fatto sprofondare in una dittatura da tempo.. Sembra che solo “la loro presunta” libertà di indottrinare e terrorizzare, sia intoccabile, per loro.. ma non fanno altro che parlare di “come” limitare le libertà individuali degli “altri”. Come se loro fossero in alto e i sudditi in basso.. che devono solo obbedire.
    Basta a questo schifo. Prima di due anni fa quasi nessuno li conosceva degli spettatori televisivi.. oggi li hanno fatti diventare delle star, si vedono sempre gli stessi. Non è accettabile.

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