Non accontentarsi di far bene ciò che si sa già fare, occorre reinventarsi sempre […]
L’esperienza è nemica dell’innovazione , per questo abbiamo bisogno dell’entusiasmo dei
giovani che hanno il coraggio di affrontare i rischi” – G.P. Dallara.

Parma, 17 nov – Frutto di una lunga gestazione culminata nel 2015 con la creazione di un team formato da venti ingegneri e cinque meccanici, la casa automobilistica Dallara ha presentato ieri la sua prima creazione “da strada” al di fuori del settore delle auto da competizione: la Dallara Stradale.

Vettura stradale sì, ma dal design figlio del vento nel quale l’aerodinamica fa da padrona,
Dallara è riuscita a trasferire in questo progetto tutta la sua esperienza nelle competizioni. L’azienda, fondata a Varano de’ Melegari nel 1972, vanta infatti collaborazioni a 360 gradi con il mondo delle corse automobilistiche, dalla Dallara 188 F1 per BMS scuderia Italia nel 1988 alla Ferrari F50 GT1 del1996, passando per la Dallara-Oldsmobile con la quale nel 1998 Eddie Cheever vinse la 500 miglia di Indianapolis e arrivando nel 1999 con la Honda F1. Senza dimenticare le importanti collaborazioni con Audi, Bugatti, Nissan, Maserati, KTM e Renault.

Parte integrante del progetto è la concentrazione sul made in Italy. Nella vettura troviamo dischi Brembo, pneumatici Pirelli , cinture Sabelt e carbonio per la scocca interamente
realizzato da una ditta italiana. Unica eccezione il propulsore, derivato da un modello straniero che comunque Dallara ha elaborato per adattarlo alle caratteristiche della sua creatura.

La Dallara Stradale dispone di un telaio monoscocca in carbonio, un motore 4 cilindri da 2300cc a 16 valvole centrale-trasversale turbocompresso capace di erogare 400 cavalli a 6200 giri, una coppia di 500 Nm che porta ad un tempo di 3,25 secondi sullo 0-100 Km/h ed una velocità massima dichiarata di 280 Km/h. Il design minimale della questa vettura richiama le linee delle Lancia LC1 e LC2 prodotte da Dallara negli anni ‘80 e la rende così appetibile anche per un pubblico incentrato sull’uso in pista amatoriale e non. Non dispone di portiere , infatti si dovrà letteralmente scavalcare per poter accedere all’abitacolo , grosso punto a favore riguardante l’ottimizzazione dei pesi.

giampaolo dallara stradale
L’ingegner Giampaolo Dallara alla guida del primo esemplare della “Stradale” (ph. Uberto Paini /Shutter Lab)

La biposto di casa Dallara in versione base si presenta con un layout a barchetta, richiamando le monoposto da competizione, è personalizzabile con varie configurazioni che vanno a completarsi portando effettivamente ad avere quattro diversi tipi di abitacolo: aggiungendo il parabrezza si può avere la configurazione roadster , aggiungendo un T-Frame (una parte di telaio frapposta in alto tra i due sedili) la vettura diventa Targa mentre con l’ulteriore aggiunta di due porte con l’apertura ad ala di gabbiano la vettura diventerà coupé.
Per chi preferirà utilizzare la biposto (prevalentemente o non) in pista sono previste alcune
personalizzazioni prestazionali quali un’ala posteriore che le permette di avere un carico
aerodinamico superiore agli 820 Kg , un kit di ammortizzatori regolabili (normal e sport) per
abbassarla in assetto pista, uno scarico più prestazionale, un set di gomme customizzate
Pirelli ed infine un sistema Paddle-Shift per la robotizzazione del cambio avendolo cosi al
volante. Questa serie di optional porta la Stradale a poter raggiungere accelerazioni laterali
sopra i 2G.

Elettronica presente ma sempre minimalista, la Dallara Stradale dispone di avanzati sistemi ESP Bosch che ne facilitano la guida dei meno esperti, disattivabili completamente tramite apposito comando in abitacolo, presente ABS (non disattivabile a causa delle normative di sicurezza) appositamente progettato per questo veicolo , in modo da non “macchiare” un eventuale utilizzo in pista, e condizionatore nella versione coupè.

Una serie limitata di auto: si parla di una produzione di 100 pezzi circa annui per arrivare ad un numero totale di 600, il prezzo per la versione base è di circa 150 mila Euro mentre con un sovrapprezzo di poco più di 30 mila euro sarà possibile trasformarla in coupé. Sono state consegnate, nel giorno dell’ottantunesimo compleanno dell’ingegner Dallara le prime quattro vetture delle quali la numero uno proprio allo stesso, che la ha guidata per le vie della sua città presentandola così ai concittadini. Indiscrezioni parlano dell’avvenuta vendita dell’intero primo anno di produzione ancora prima di avere i prototipi.

Damiano Giorgini

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