Home Approfondimenti Ego4D: l’ultimo ritrovato di Facebook nell’era del “capitalismo di sorveglianza”

Ego4D: l’ultimo ritrovato di Facebook nell’era del “capitalismo di sorveglianza”

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Roma, 17 ott – Non passa giorno senza che le meraviglie del cosiddetto villaggio globale non ci stupiscano con nuove, mirabolanti suggestioni che presto “cambieranno la nostra vita”; e senza domandarci, ormai da troppo tempo, non solo il “come” queste ci cambieranno e il “quando” e “quanto” costoro faranno parte della nostra vita, ma soprattutto il perché la tecnica stia prendendo questa specifica direzione, ci siamo abituati, in pieno sposalizio con le magnifiche sorti progressiste, ad abbracciare qualsiasi novità ci venga sottoposta, perché ontologicamente migliore. L’illusione in merito alla figura di colui che si crede consumatore, il quale ancora convinto di essere parte integrante del sistema decisionale del mercato che attraverso le sue preferenze, le sue scelte e i suoi acquisti ne indica una direzione non può che suscitare una certa tenerezza.

Ego4D: l’ultimo “mirabolante” prodigio di Zuckerberg

L’ultimo mirabolante prodigio proviene dal social network per eccellenza: Facebook. E’ stato annunciato pochi giorni fa il progetto Ego4D: “Oggi annunciamo Ego4D, un progetto a lungo termine di Facebook AI che mira a risolvere le sfide della ricerca sulla percezione egocentrica: la capacità dell’intelligenza artificiale di comprendere e interagire con il mondo come facciamo noi, da una prospettiva in prima persona”1.



Ego4D altro non è che l’ennesimo passo in avanti del capitalismo della sorveglianza, magistralmente esposto da Shoshana Zuboff nel suo “Il capitalismo della sorveglianza. Il futuro dell’umanità nell’era dei nuovi poteri2”, dove l’autrice, accademica di Harvard, espone nel dettaglio l’ultima evoluzione del capitalismo strettamente connessa con le Big Tech, la loro concentrazione economico scientifica senza precedenti, la costante pervasività e la necessità esistenziale di raccolta dati. Questo soprattutto in ottica di previsione e condizionamento di comportamento.

Ego4D è un progetto che coinvolge tredici università e centri studi specializzati sparsi per il globo, tra cui la nostra Università degli studi di Catania3, che hanno già raccolto oltre 2mila ore di video4 in prima persona, con settecento partecipanti protagonisti delle loro vite quotidiane (di cui Facebook si premura di aver tutelato la privacy5), per l’entusiasmo della multinazionale americana: “Ciò aumenta notevolmente la quantità di dati egocentrici pubblicamente disponibili per la comunità di ricerca, poiché questo set di dati è 20 volte maggiore di qualsiasi altro in termini di ore di filmati”.

Dal reale al virtuale, dal virtuale al reale

I dati raccolti dalla prospettiva soggettiva, rispetto alla prospettiva terza di una telecamera fissa, con il supporto di smart glass, occhiali capaci di registrare materiale video6, saranno impiegati per addestrare e implementare l’intelligenza artificiale di domani, integrandola con la quotidianità dei nostri gesti. Lascia, o perlomeno dovrebbe lasciare, con una serie di quesiti scomodi il contenuto stesso del video pubblicato da Facebook dove l’AI passa dall’assistere in diretta le ricette di cucina, fino a ricordarci dove abbiamo nascosto la collana preferita della nonna. Basterà quindi chiedere al nostro assistente AI dove l’abbiamo messa, lui non solo lo saprà ma ci aiuterà a ritrovarla! Per la gioia della nonna e il dispiacere degli amanti dei proverbi che imputavano lo smarrimento degli oggetti agli “scherzi del diavolo”, ormai vetusti e inattuali.

I dati raccolti, che si dividono in 1)memoria episodica 2)previsione 3)manipolazione degli oggetti 4)trascrizione delle conversazioni audiovisive e 5) interazioni sociali, verranno resi disponibili ai ricercatori a novembre di quest’anno. Obiettivo implementare la ricerca robotica, la quale potrebbe trovare estremo giovamento da una raccolta dati eccezionalmente pervasiva.

I dati serviranno quindi a far sì che l’AI (intelligenza artificiale) possa ricordare il passato attraverso la cosiddetta “memoria episodica”. Predicendo il futuro assistendo una serie di gestualità o di operazioni. Sebbene si faccia riferimento a quanto tutto questo possa essere utile per assistere le routine industriali, si fa anche riferimento a una realtà finora soltanto immaginata dalla letteratura distopica o da qualche recente serie televisiva7: “I cinque benchmark individuati e oggetto di studio da parte dei ricercatori, possono avere un impatto significativo per la costruzione di macchine e sistemi di Intelligenza Artificiale capaci di rispondere alle seguenti domande: […] Come stiamo interagendo? Capire le interazioni sociali è fondamentale per migliorare e personalizzare le esperienze delle persone: in tal modo un sistema di Intelligenza Artificiale potrebbe ricordarci con chi abbiamo parlato durante una festa o in un congresso al quale abbiamo preso parte”8.

Anthony Burgess: “La nostra storia moderna, fratelli, non è la storia di piccoli io coraggiosi che combattono queste grandi macchine” o Frank Zappa: “Preferisco utilizzare le apparecchiature elettroniche al posto dei musicisti. Fanno meno errori”?

Valerio Savioli

1 https://about.fb.com/news/2021/10/teaching-ai-to-view-the-world-through-your-eyes/

2 Luiss Edizioni. 2019

3 http://www.bollettino.unict.it/articoli/ricercatori-unict-tra-i-protagonisti-del-progetto-ego4d-sull%E2%80%99intelligenza-artificiale

4 I dati raccolti verranno resi disponibili ai ricercatori a novembre di quest’anno.

5 https://www.cnbc.com/2021/10/14/facebook-announces-ego4d-first-person-video-data-set-for-training-ai.html

6 A tal proposito: da settembre sono disponibili i Facebook Ray Ban, in collaborazione con Luxottica: capaci di scattare fotografie e registrare video attraverso comandi vocali (sulla falsa riga dei Google Glass)

7 Si veda ad esempio l’episodio di Black Mirror: “Ricordi Pericolosi” https://movieplayer.it/serietv/black-mirror_2828/stagione-1/the-entire-history-of-you/

8 http://www.bollettino.unict.it/articoli/ricercatori-unict-tra-i-protagonisti-del-progetto-ego4d-sull%E2%80%99intelligenza-artificiale

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2 Commenti

  1. […] L’ultimo mirabolante prodigio proviene dal social network per eccellenza: Facebook. E’ stato annunciato pochi giorni fa il progetto Ego4D: “Oggi annunciamo Ego4D, un progetto a lungo termine di Facebook AI che mira a risolvere le sfide della ricerca sulla percezione egocentrica: la capacità dell’intelligenza artificiale di comprendere e interagire con il mondo come facciamo noi, da una prospettiva in prima persona”1. […]

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