17º_Stormo_IncursoriRoma, 5 set – Quando si parla di incursori in Italia si pensa al Comsubin della Marina oppure al 9° reggimento “Col Moschin” dei paracadutisti, eppure da qualche anno, per la precisione dall’aprile del 2008, esiste un reparto di forze speciali inquadrato tra le fila dell’Aeronautica Militare di tutto rispetto: il 17° Stormo di Furbara (Rm).

Eredi del battaglione Arditi Distruttori della Regia Aeronautica (ARDA) che ebbero modo di coprirsi di gloria, restando quasi sconosciuti alla storiografia ufficiale, nei deserti della Libia nel 1942 rappresentano un corpo di élite nato dall’esigenza di questa Forza Armata di colmare alcune lacune fondamentali nel quadro dei nuovi scenari bellici.

La pluralità dei teatri operativi, spesso e volentieri in situazioni di conflitti asimmetrici, ha difatti richiesto un reparto specializzato nella designazione dei bersagli, nel controllo aereo avanzato (FAC) e nella preparazione di piste improvvisate che abbia un altissimo grado di preparazione nel quadro di quelle che vengono definite “operazioni speciali”, ovvero in grado di infiltrarsi in territorio ostile passando inosservati ed in grado di gestire con altissima professionalità le varie situazioni belliche che si possono riscontrare in tutti i teatri di impiego.

Il reparto infatti è impegnato in tutte quelle attività che caratterizzano le nostre Forze Speciali mantenendo nel contempo la capacità di aumentare la forza del potenziale aereo nazionale in vari contesti strategici mondiali.
Lo Stormo si divide in due gruppi, uno operativo, la cui componente di base è il plotone di 12 uomini separabile in due team operativi di 6, ed uno addestrativo, per un totale, solamente stimato dato il massimo riserbo della autorità militari in merito, che presumibilmente si aggira tra i cento e i duecento uomini.

Le peculiarità degli incursori del 17° Stormo, oltre ovviamente a quelle classiche di tutti i reparti d’élite come il saper maneggiare esplosivi, il tiro di precisione, l’utilizzo degli ultimi ritrovati tecnologici in fatto di telecomunicazioni e non e, ovviamente, i brevetti di paracadutismo (HALO-HAHO), rientrano specificatamente nelle esigenze dell’AMI.

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Un team di incursori del 17° Stormo munito di Quad ATV

In particolare vengono addestrati per missioni di ricerca e soccorso, per il recupero di equipaggi o altro personale dietro le linee nemiche (che viene definito Combat SaR, o CSaR),per la designazione di bersagli con laser, per azioni militari su infrastrutture di tipo aeronautico come ad esempio la neutralizzazione o conquista di aeroporti, centri di comando o radar e di rampe missilistiche, per il posizionamento di sistemi di navigazione in ambiente ostile, per l’approntamento di posti di rifornimento avanzati per aumentare il raggio d’azione dei velivoli impiegati in operazioni CSaR o altre operazioni speciali, per la protezione attiva di infrastrutture o personale dell’AMI in aree di conflitto, per il ripristino o mantenimento di infrastrutture soggette alla sovranità nazionale in territorio estero, per l’acquisizione di dati di intelligence tramite utilizzo di aeromobili a controllo remoto (UAV), per conseguire la capacità di controllo aereo avanzato (FAC) e JTAC (Joint Terminal Attack Controller) per la direzione degli attacchi aerei e designazione dei bersagli (Combat Controller) ed infine, peculiarità principe del reparto, per l’individuazione, conquista e allestimento in aree ostili o remote di piste di atterraggio improvvisate.

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Incursori del 17° Stormo e due elicotteri HH3F

La funzione di Combat Controller, di solito assegnata a 2-3 elementi per plotone di 12, è il vero valore aggiunto che differenzia il reparto dalle altre unità di Forze Speciali e colma il divario delle nostre Forze Armate rispetto ad altre che vengono, spesso a torto, considerate più efficienti.

L’iter addestrativo è tra i più lunghi e duri, come si confà a tutte le Forze Speciali, e consiste in un corso di 12-14 mesi, con un tasso di abbandono che rasenta spesso il 90%, in cui vengono testati diversi fattori fisici e attitudinali. E’ diviso in 6 moduli: topografico, combattimento, modulo SEFRI (Sopravvivenza Evasione Fuga Resistenza all’Interrogatorio), esplosivi, modulo CQB (Close Quarter Battle), supporto operazioni aeree. Al termine del corso si acquisisce il Brevetto di Incursore AM e si procede ai corsi di specializzazione collettivi (tecniche di lancio in caduta libera) e a quelli individuali (Sniper, JTAC, Combat Medic).

Le armi in dotazione e gli equipaggiamenti sono tra i più disparati e vanno dalla Beretta 92SB sino alla mitragliatrice pesante Browning calibro 12,7 mm, non dimenticando quelle più specifiche di ultima generazione per l’impiego speciale. I mezzi sono principalmente quelli dell’AM, quindi si appoggiano agli elicotteri AB-212 (in corso di sostituzione con i AW-139 e AW-101) e ai vecchi ma solidi C-130J “Hercules” forniti, insieme ai C-27J-SAO (Special Air Operations) dalla 46esima aerobrigata di Pisa. Per il trasporto a terra vengono impiegati gli onnipresenti e robusti Lince ma è prevista l’integrazione con un veicolo più leggero a sostituzione dei Defender 90 e degli ATV Quad della Polaris attualmente in uso.

Paolo Mauri

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