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Science: collasso delle risorse ittiche commerciali entro il 2050

Milano, 11 giu – Importante appuntamento all’Expo di Milano, sabato 13 giugno alle ore 10, con il Cnr: si parla di soluzioni e tecnologie disponibili per una pesca sostenibile nel Mediterraneo. Ami e griglie per proteggere le tartarughe dalla cattura accidentale, motori ibridi, a Gpl e metano e cruise control per ridurre l’inquinamento prodotto dalle barche, valorizzazione della pesca “a km zero”, nuove metodologie e tecnologie di pesca.

Alcuni anni fa uno studio internazionale pubblicato sulla prestigiosa rivista Science sosteneva che tutte le specie ittiche commerciali si sarebbero estinte prima del 2050, mentre già oggi a parità di “sforzi” impegnati (dimensione dei pescherecci, carburante, ecc) il pescato si è ridotto alla metà rispetto a 50 anni fa. Ossia, in altri termini, per mantenere il pescato occorre uno sforzo doppio.

La ricerca scientifica e la tecnologia vanno però in soccorso della buona pesca, sinonimo di ambiente marino ben gestito e tutelato. Alla salvaguardia di questo ecosistema e delle specie ittiche sono impegnati l’Istituto di scienze marine (Ismar-Cnr) e l’Istituto per l’ambiente marino costiero (Iamc-Cnr) del Consiglio nazionale delle ricerche, che sabato 13 giugno, alle ore 10.00 presso l’Expo di Milano (Teatro della terra – Biodiversity Park) tratteranno di nuove metodologie per la filiera di tale settore con la conferenza: “Pesca eco-sostenibile e pescato sicuro”.

Uno degli argomenti che saranno illustrati, di cui si occupano i due istituti del Dipartimento scienze del sistema Terra e tecnologie per l’ambiente del Cnr, è l’utilizzo di metodi che non danneggino specie come le tartarughe Caretta Caretta, protette da numerose Convenzioni internazionali, ma vittime della pesca professionale. “Per proteggerle, nelle 15 regioni italiane che si affacciano sul mare è stato avviato il progetto ‘Tartalife’. Si stima che nel Mediterraneo almeno 100.000 tartarughe possano essere accidentalmente catturate ogni anno da parte dei pescatori: circa 70.000 abboccano agli ami utilizzati per la pesca al pescespada, oltre 40.000 intrappolate nelle reti a strascico e circa 23.000 in quelle da posta” spiega Mauro Marini responsabile dell’Ismar-Cnr di Ancona. “Tra le diverse soluzioni che abbiamo messo a punto in via sperimentale, ami con una forma tale da permettere alle tartarughe di liberarsi da sole senza riportare danni e delle griglie di materiale plastico che permettono di far entrare nella rete il pesce ma non le tartarughe”.

L’attenzione viene posta anche sull’inquinamento da carburante prodotto dai mezzi navali: “Per questo stiamo sperimentando diversi tipi di propulsori, per esempio motori alimentati ibridi come per le auto o a GPL e metano. Inoltre, con i computer di bordo vogliamo visualizzare il consumo di carburante in tempo reale per ridurre il consumo energetico”, prosegue Marini.

La conferenza condotta dalla giornalista scientifica Paola Catapano consentirà a esperti di varie istituzioni di affrontare i temi della biodiversità marina e della “piccola pesca” artigianale, possibile fonte di occupazione e di reddito e “culla” delle tradizioni marinare. “In tempi di globalizzazione dei prodotti ittici questo argomento è molto caro alle comunità costiere”, osserva il ricercatore. “La pesca ‘a km. zero’ va valorizzata con il contributo di fondi comunitari finalizzati alla realizzazione di infrastrutture idonee per i piccoli operatori di pesca e al volano ricettivo e turistico che ruota intorno a questa attività”.

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Trend discendente del pescato nel Mediterraneo

L’appuntamento con le scienze del mare assume tanta più importanza in quanto in tutte le aree del Mediterraneo il trend del pescato è in calo da una ventina d’anni e in particolare da quando – con l’aumento dei prezzi del petrolio e quindi del gasolio – non è più possibile tenere il passo con la crescente scarsità della risorsa. Tanto che ormai l’acquacoltura appare come unica soluzione praticabile per mantenere o aumentare le quote di produzione, ma al prezzo di un impatto notevole e talvolta devastante sulle aree costiere in termini di qualità delle acque, nonché ovviamente di qualità (calante) del prodotto.

In chiusura della conferenza è prevista la premiazione delle classi delle scuole medie di Trieste, di Porto Recanati (Macerata) e Tortoli in Sardegna (Ogliastra) vincitrici del concorso per le scuole secondarie di primo grado dal titolo “Pesca ecocompatibile e tracciabile. È possibile?”. “La maggior parte degli elaborati inviati dalle 19 scuole partecipanti ha evidenziato il grande interesse dei ragazzi nei confronti delle tradizioni marinare del proprio territorio, documentate attraverso immagini e filmati”, conclude Gianna Fabi dell’Ismar-Cnr, coordinatrice dell’evento.

Francesco Meneguzzo

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