Roma, 30 lug – Adesso l’istinto materno è scientificamente provato. Una scoperta straordinaria che, a prescindere dal negazionismo ideologico del neofemminismo delirante, potrebbe porre definitivamente fine alle follie gender. Un gruppo di ricercatori della Louisiana State University (LSU) ha infatti dimostrato che nel cervello delle femmine esiste un numero consistente di cellule sensibili all’ormone ossitocina che non trova corrispondenza, e per quantità e per densità, nel cervello dei maschi. In un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Plos One, gli scienziati  hanno illustrato come l’ossitocina sia coinvolta nel controllo dei comportamenti di interazione sociale, attaccamento e cura della prole.

Non solo, quando alterata, è responsabile anche di alcuni disturbi mentali. Tra questi: ansia, disturbi dello spettro autistico e depressione post parto. Si tratta di un fenomeno che colpisce mediatamente il 10-20% delle neomamme e può danneggiare l’accudimento del neonato. “Molti ricercatori hanno cercato di studiare le differenze di genere nei sistemi dell’ossitocina, ma finora nessuno aveva trovato risultati convincenti: la nostra scoperta è stata una grande sorpresa”, ha spiegato Ryoichi Teruyama, professore di biologia della LSU e a capo dello studio in questione.


Come specificato dalla rivista Le Scienze (edizione italiana di Scientific American), il professor Teruyama e i colleghi hanno studiato in particolare una regione del cervello dei topi, chiamata area preottica, nella quale vi sono nuclei di cellule la cui sensibilità agli ormoni diverge: in un determinato modo se il cervello è maschile, in altro se femminile. Gli studiosi hanno poi scoperto, in questa regione del cervello, dei gruppi di cellule dotate di recettori per l’ossitocina. L’aspetto decisamente più interessante è che queste cellule sono presenti in misura molto maggiore nelle femmine che nei maschi.

Alessandro Della Guglia

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