Kharkiv, 23 mar. – Sono 20mila le persone evacuate a causa di un’esplosione avvenuta nella notte in un deposito di armi nella base di Balakliya, nei pressi di Kharkiv, in Ucraina orientale, a 100 chilometri dal fronte del Donbass. Secondo l’esercito ucraino si tratta di “un atto di sabotaggio” da parte dei ribelli filorussi, dato che il deposito viene utilizzato per stoccare migliaia di tonnellate di munizioni tra cui missili e armi di artiglieria. e sulla vicenda Kiev ha aperto un’indagine penale.

Le 138mila tonnellate di munizioni stoccate a Balakiliya, uno dei depositi più grandi di tutta l’Ucraina, vengono utilizzate per rifornire le unità militari nella zona del conflitto nella vicina Lugansk e Donetsk.

La superficie totale della base si estende su più di 350 ettari, fa sapere l’esercito, e sul posto ci sono circa 500 vigili del fuoco e oltre 150 mezzi. La zona dell’incidente è stata isolata da un perimetro di sicurezza di 7 chilometri. Secondo quando ha reso noto il procuratore militare Anatoliy Matios “Il fuoco ha causato l’esplosione delle munizioni” ma non ci sarebbero né morti né feriti. Matios ha anche aggiunto: “Prima dell’esplosione si è sentito il rombo di un velivolo, simile al volo di un drone e poi in due punti della base sono avvenute le esplosioni”.

Le squadre di soccorso sono al lavoro per mettere in sicurezza le persone che vivono in città e nei villaggi vicini. Già nel 2015 la vase subì un atto di sabotaggio, mediante dei droni, stando a quanto riferisce il portavoce militare Yuzef Venskovich. Anche il premier ucraino Volodymyr Groysman è volato sul posto per rendersi conto della situazione.

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