carta d'identità elettronicaRoma, 2 gen – Della carta d’identità elettronica si parla dal 1997. Oggi, quasi due decenni dopo, forse si è ad una svolta che va nella direzione della digitalizzazione e, si spera, anche della semplificazione normativa.

L’adozione della carta d’identità elettronica – già presente da tempo in via sperimentale in alcuni comuni – ha ripreso vigore nel decreto legge enti locali grazie ad appositi stanziamenti. Il 28 dicembre scorso è arrivato poi il decreto del ministero dell’Interno, pubblicato in Gazzetta Ufficiale due giorni dopo. Il decreto fissa anzitutto le caratteristiche della carta, abbreviata in “Cie”, che sarà realizzata “con le tecniche tipiche della produzione di carte valori” e conterrà anche “un microprocessore per la memorizzazione delle informazioni necessarie per la verifica dell’identità del titolare, inclusi gli elementi biometrici, nonché per l’autenticazione in rete”. Via libera quindi anche all’impronta digitale in formato elettronico, sia pure solo per i maggiorenni. Inoltre, ciascun documento sarà dotato di un codice Pin per accedere a servizi online dedicati.

Per ottenere la carta d’identità elettronica, tutti i cittadini potranno fare richiesta agli uffici dell’anagrafe del proprio comune, il quale dovrà procedere entro sei giorni lavorativi. Per i residenti all’estero la richiesta andrà invece presentata al consolato di riferimento. I sei giorni contenuti nel decreto del Viminale non sono, allo stato dell’arte, un obbligo inderogabile: l’adozione su tutto il territorio nazionale avverrà gradualmente, sentita anche una commissione istituita ad hoc. Nella speranza che non si debbano attendere altri vent’anni.

Giuliano Lebelli

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