Roma, 7 dic – Siamo alle solite. Protagonista di questa storia che ha, tristemente, dell’incredibile, è il quarantasettene italiano Juri Malini. La storia si svolge in Anzola dell’Emilia, una piccola frazione di Bologna. Juri, nel 2008, doveva lasciare l’Italia per un lungo periodo. Avendo una casa di proprietà, ha pensato, invece di lasciarla sfitta, di affidarla al comune di Bologna perché provvedesse a darla a una famiglia (dietro compenso). Il comune, tuttavia, ha deciso di destinare la casa ad alloggi di famiglie in difficoltà e di “migranti”: gira che ti rigira, la casa è finita ad una famiglia di rumeni.

Dopo poco tempo, l’immobile è ridotto malissimo: “Basti dire che il preventivo per sistemarlo supera i 36mila euro”, racconta Juri al Resto del Carlino. Tutto ciò che non è stato ridotto in macerie (elettrodomestici, sanitari) è stato rubato. Gli occupanti, oltretutto, non avrebbero quasi mai pagato l’affitto, peraltro agevolato: per loro, infatti, ha sin da subito pagato il comune. Tutto, dunque, versato di tasca nostra. Ovviamente, vista la morosità dei “condomini” è partito lo sfratto esecutivo: peccato che appena la prima famiglia abbia lasciato l’immobile, subito lo stesso è stato occupato da un’altra, sempre di “migranti”, i quali hanno provveduto a sfondare le finestre e a cambiare le serrature.

Per quest’immobile, ricordiamo, Malini paga ancora il mutuo e nel frattempo vive senza riscaldamento in un minuscolo garage mentre gli abusivi occupano il suo appartamento. Sono ormai passati mesi e in un rimpallo continuo tra procura e comune, la situazione sembra non trovare mai una soluzione: Juri ancora non torna a casa. “Chi ha scassinato l’ingresso e occupato la mia casa ha più diritti di me”, ha dichiarato l’uomo, disperato.

Ilaria Paoletti

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2 Commenti

  1. Juri di Anzola: tutto puzza di comunista, quindi la proprietà privata non deve esistere.
    Chi è causa del proprio mal pianga sè stesso.

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