Roma, 18 feb – Più import e meno export nel 2018. Con i flussi commerciali con l’estero che hanno registrato nel mese di dicembre una flessione più accentuata per le esportazioni, calate del 2,3 per cento (rispetto al dicembre 2017) contro una diminuzione delle importazioni che si è attestata sull’1 per cento. Ma su base annua l’import segna un +1,4 per cento. E’ quanto risulta dai dati sul commercio con l’estero resi pubblici dall’Istat.

Export: calano vendite extra UE

La flessione sull’export è principalmente da ascrivere al calo delle vendite sui mercati extra Ue (-5,6 per cento), mentre l’area Ue registra una contenuta crescita (+0,5 per cento). “A dicembre – si legge nella relazione Istat – il calo congiunturale dell’export è principalmente dovuto alla marcata flessione delle vendite verso l’area extra Ue”. Se si guarda invece al trimestre ottobre-dicembre c’è una crescita, rispetto all’analogo periodo 2017, sia sul fronte esportazioni (+ 0,9 per cento) che su quello delle importazioni (+0,6 per cento). Su base annua il saldo sulle esportazioni è però negativo: -2,7 per cento. E coinvolge sia l’area extra Ue (-5,1 per cento) sia i paesi Ue (-0,3).

Quali sono i settori che peggiorano la bilancia dei pagamenti? Calano le esportazioni di prodotti alimentari, bevande e tabacco, aumentano le esportazioni di macchinari e articoli di abbigliamento. Sempre guardando a tutto il 2018, i paesi che contribuiscono maggiormente al calo delle esportazioni sono Turchia (-32,9 per cento), Stati Uniti (-5,7), Cina (-15,2) e paesi OPEC (-8,3). Aumentano le esportazioni verso Francia (+5,1 per cento) e Svizzera (+7,5).

Import: Italia dipendente dall’estero

Cresce purtroppo l’import (+1,4 per cento), soprattutto da paesi extra UE. Sul fronte delle importazioni, a ribadire se ce ne fosse bisogno la grave dipendenza dall’estero dell’Italia, pesano gli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici dagli Stati Uniti, il gas naturale dai paesi OPEC e il petrolio greggio dalla Russia. E c’è un dato che genera ulteriore preoccupazione: nell’ultimo mese del 2018 il surplus commerciale dell’Italia si riduce di 1.423 milioni di euro (da +5.081 milioni a dicembre 2017 a +3.658 milioni a dicembre 2018). Nell’anno 2018 l’avanzo commerciale ha raggiunto +39.804 milioni (+81.194 milioni al netto dei prodotti energetici), ma nel 2017 era pari a +47.642 milioni. Come a dire che l’avanzo in dodici mesi ha avuto una spiacevole cura dimagrante del 18 per cento.

Fabrizio Vincenti

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