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Roma, 12 dic – Bersi una birra può contribuire a risollevare l’economia? Ebbene sì, dal 2015 al 2017 la crescita della produzione e del commercio della birra italiana ha contribuito significativamente alla “ricchezza” della nazione. Ciò che gli economisti chiamano “valore condiviso”, passando da 7.834 miliardi a 8.863 miliardi di euro, è cresciuto di 1 miliardo di euro (+12,9%): ovvero, l’equivalente allo 0,51% del Pil. La Lombardia rappresenta il 25% di questo “valore condiviso”. I dati sono stati raccolti dall’ “Osservatorio Birra” nel rapporto ‘La creazione di valore condiviso del settore della birra in Italia’. E se è vero che questo rapporto, realizzato per conto della Fondazione Birra Moretti, può sembrare “di parte”, i dati sono tuttavia positivi.

Alfredo Pratolongo, presidente della Fondazione Birra Moretti, commenta così i risultati: “Quando cresce la conoscenza della birra, cresce anche il mercato e il valore condiviso generato in tutto il mondo dietro il bicchiere di birra”. La “ricchezza” generata da un bicchiere di birra è di poco inferiore, in Italia, a quella generata dal commercio dei cosmetici ma è superiore a quella generata dal business dei salumi (8 miliardi di euro) e al mercato dell’abbigliamento maschile (9 miliardi di euro). Questa “impennata” del settore della birra naturalmente crea anche posti di lavoro. Dal 2015 al 2017 questo settore del mercato ha offerto almeno 6.000 posti di lavoro. Attualmente, si stima, sono più di 90mila i lavoratori già impegnati in questo ambito.

Naturalmente, secondo Pratolongo, un’ulteriore crescita del settore è “frenata” dalle tasse sulla birra in Italia, che definisce “ingiuste”. Ma non c’è da preoccuparsi: secondo la stima di Assobirra del 2017, le esportazioni di birra italiana hanno raggiunto il picco storico (2,7 milioni di ettolitri) e la stima per il 2018 si conferma stabile su questo andamento. Parallelamente, sempre nel 2017, è sensibilmente diminuito l’import (il 9,1 % per cento rispetto all’anno precedente, per l’equivalente di 6,4 milioni di ettolitri).

Sempre secondo la stima di Assobirra, tale incremento del consumo di birra in Italia (con una media di consumo pro capite di 31,8 litri) sarebbe dovuta ad una maggiore conoscenza del prodotto da parte degli italiani, che pretendono più varietà nei gusti e apprezzano in particolare l’abbinamento della birra alle pietanze, con una preferenza per i piccoli birrifici artigianali. Tra le varie aree del commercio-birra quella che sicuramente, infatti, prende sempre più peso nel consumo degli italiani è quella delle “Specialità”, ovvero delle birre “di nicchia” e ricercate, molto spesso artigianali, che acquistano nelle preferenze dei nostri connazionali un + 23,6%.

Ilaria Paoletti

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