Gaggio di Castelfranco, 16 apr  – Ma quale razzismo, lo sterco lasciato fuori da casa Kyange era in realtà uno dei tanti “bisognini” del cane dell’ex ministro. Il peloso aveva fatto il suo bisognino per l’ennesima volta davanti all’ingresso di un vicino, che esasperato da tanta maleducazione glielo ha fatto ritrovare fuori casa.

Insomma, il razzismo non c’entra nulla, si è trattato di una normalissima diatriba di vicinato. Ma il pretesto è bastato per gridare allo scandalo e far intervenire le Forze dell’Ordine. Il Partito Democratico ha lanciato la gara di solidarietà e molte forze politiche si sono sperticate a condannare l’episodio, definito una “intimidazione razzista e xenofoba”. La stessa Kyenge aveva affidato a Facebook il suo sconforto, parlando di un gesto che aveva la “chiara intenzione di mandarmi un messaggio di cui ignoro il contenuto”.

Peccato che tutto ciò sia da ridimensionare e ricondurre a una questione canina. E il presunto razzista è venuto allo scoperto, reo confesso del gesto di cotanta crudeltà. Ha chiesto l’anonimato, per non essere messo alla pubblica gogna, e ha spiegato come sono andate le cose. Il cane dell’eurodeputato Kyenge è solito comportarsi da cane, come è normale che sia, e quando esce espleta i suoi naturali bisognini. Il problema è in chi lo porta fuori, che non è solito raccogliere le deiezioni e portarsele a casa o gettarle nei cestini, come l’educazione e il senso civico vorrebbero.

Un atteggiamento quello della famiglia Kyenge, proprietaria del cane, che va avanti da tempo e di cui si lamentano in molti a Gaggio di Castelfranco, in provincia di Modena. Più volte i vicini hanno richiamato a un maggiore rispetto la famiglia, che tuttavia se ne è sempre infischiata, lasciando il cane libero di fare i suoi bisogni senza mai raccoglierli.

Giovedì scorso l’ennesimo regalino. “Camminavo sulla ciclabile” spiega il vicino “ero distratto e sono finito col piede dritto sui bisogni voluminosi del cane. Poco più avanti c’erano altre sue ‘tracce’ e, come sempre, nulla era stato pulito. Ammetto che mi si è chiusa la vena, ho raccolto tutto e ho gettato l’escremento nel loro giardino sporcando anche il muro. Non è stato un bel gesto, lo so, ma non avete idea quante volte ci siamo ritrovati nelle medesime condizioni di disagio”. Il gesto, quindi, aveva la chiara intenzione di mandare un messaggio all’ex ministro: quello di raccogliere la cacca del suo cane.

Anna Pedri

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  1. Poveri vicini di casa,razzisti e xenofobi, chi potrà mai salvarli dalla scomunica piddina……………la nato sta già mobilitando le truppe e gli animalisti stanno già innalzando la sacra effige del dolce cagnolino……..questa kienga proprio non sopporta gli italiani e le leggi di questo stato……..le facciamo schifo……..e pensare che il Congo è così un bel paese………dal mitico film……torna a casa…….Lassie ovviamente.

  2. … Basta che il comune proceda come ha fatto il comune di Malnate in provincia di Varese… Ha fatto fare il DNA, si il DNA…. A tutti i cani di proprietà degli abitanti”gratutimente”. Leggasi a spese di tutti. Spreco. Se viene trovata una cacca incriminata si effettua il DNA della stessa, a spese di tutti, sempre, altro spreco. Poi…. Si manda una multa all’intestatario del cane. SEMPLICE NO? CHE SI ADEGUINO! attenzione, il mio scritto è sarcastico. Basterebbe, sapendo bene usi e costumi e identità di questi personaggi, far raccogliere loro le cacche. O i vigilotti ha paura do far rispettare ai nuovi italioti le leggi? Comodo eh!

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