Roma, 22 giu – Nel 1825 avviene una dei primi crolli azionari documentati. Il cosiddetto “Panico del 1825” tocca maggiormente l’Inghilterra e comporta la chiusura di banche in tutto l’occidente. Le cause principali sono dovute a investimenti speculativi in America Latina e nello “stato” di Poyais.

Poyais: lo Stato che non esiste

Ancora oggi pochi conoscono la nazione menzionata. Un paese del tutto sconosciuto ma protagonista di un evento di simile portata. Senza combattere alcuna guerra di indipendenza ispanoamericana o essere una Repubblica emergente: semplicemente non esiste e non è mai esistito.


La creazione di Poyais si deve a Gregor MacGregor, un militare scozzese al servizio dell’esercito portoghese e di quello spagnolo in America latina. Una volta venuto a conoscenza dei movimenti indipendentisti sudamericani si unisce alla causa venezuelana combattendo per Bolivar e De Miranda, ricoprendosi di onori e rendendosi protagonista di varie imprese militari.

Tornato a Londra negli anni 20, MacGregor, forte del suo prestigio, mette in giro la notizia di essere stato nominato cacicco del Principato di Poyais, una nazione indipendente che a suo dire vanterebbe un territorio di 32.400 km2 con caratteristiche degne di un Eden: assenza di malattie, risorse incontaminate, miniere e un già ristretto numero di coloni britannici. Tali descrizioni vengono riportate anche in un libro pubblicato nel 1822 da un certo capitano di nome Thomas Strangerways, probabilmente lo stesso MacGregor sotto falso nome. Per rendere il tutto più credibile lo scozzese crea una costituzione, una valuta e una bandiera.

Le finte obbligazioni

MacGregor sfrutta l’euforia generale degli investitori inglesi per i neo-formati stati di Colombia, Cile, Perù le cui obbligazioni appena quotate rendono al tempo più di quelle europee e inizia così a vendere le sue. Una delle sue prime vittime è il maggiore William John Richardson da lui stesso nominato delegato. Questi per ringraziarlo della nomina lo ospita in una sua proprietà nell’Essex dove può condurre uno stile di vita degno del suo finto status di principe. È l’inizio di un’avventura fatta di soldi, finanza e menzogne.

Insieme alla seconda moglie Andrea Aristeguieta Lovera organizza sontuosi banchetti ai quali invita i più illustri uomini d’Inghilterra aumentando così  la credibilità della sua invenzione. Presto apre 3 uffici (Londra, Glasgow e Edimburgo) per promuovere ulteriori investimenti nel suo “stato” accumulando così una somma superiore alle 200mila sterline.

 

Trovati coloni speranzosi e ingenti capitali organizza delle spedizioni verso la “terra promessa” di Poyais. La prima nave con a bordo 70 coloni salpa da Londra nel Settembre 1822. Il 22 Gennaio dello stesso anno altre 200 persone prendono il mare verso il nuovo mondo. Astutamente, MacGregor fa cambiare le loro sterline inglesi con la sua finta valuta stampata in Scozia dal valore inesistente. All’arrivo delle navi alla Mosquito Coast (costa orientale di Nicaragua e Honduras) i coloni trovano solamente natura selvaggia e alcune rovine di un precedente insediamento. Le malattie decimano presto il gruppo. La delusione per la truffa crea conflitti e suicidi.

Fortunatamente una nave britannica di passaggio per puro caso salva i sopravvissuti. La magistratura, presa coscienza dell’inesistenza del Paese, blocca tutti i vascelli in partenza. Dei 270 coloni partiti solo 50 tornano in vita. MacGregor nel frattempo, fuggito a Parigi tenta di replicare in Francia quanto fatto in Gran Bretagna. Tuttavia le voci sulla truffa avevano già oltrepassato la Manica. MacGregor e due suoi collaboratori vengono arrestati mentre un terzo uomo si dà alla latitanza in Belgio. Dopo due processi nel 1826 solo il fuggiasco è condannato a 13 mesi.

Dal canto suo MacGregor vede la galera solo tornato a Londra, incarcerato per motivi sconosciuti, ma subito rilasciato dopo una settimana. Successivamente col metodo Poyais avvengono nuovi tentativi di truffa di minore entità, spesso anche emulati da altri individui. Nel 1839 MacGregor si ritira in Venezuela dove ottiene una pensione di guerra. Muore a Caracas da uomo libero nel 1845.

Riccardo Ghergia

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