Viterbo, 26 apr – Continuano a far discutere le celebrazioni istituzionali per il 25 aprile, anche quest’anno colme di polemiche per l’immancabile monopolio dell’Anpi e della sinistra. Nella giornata di ieri, a Viterbo, durante gli Onori ai Caduti sulle solenni note di tromba del Silenzio militare, vecchi e nuovi partigiani presenti hanno scandito in coro, insieme ai politici, la canzone partigiana “Bella Ciao”, fischiata da alcuni cittadini presenti.

Non paghi di aver rovinato un momento così importante per il ricordo dei caduti – anche quelli partigiani – il Presidente dell’associazione Partigiani, Enrico Mezzetti, 75enne nato nel 1944, quindi “resistente in fasce”, salito sul pulpito ha dato sfogo a un vero comizio elettorale in cui, per ben 25 minuti, ha parlato di razzismo, populismo, Salvini e tutto ciò che esula dalla storia della resistenza partigiana, arrivando addirittura ad affermare che, secondo alcuni studi, sembrerebbe che i militari “americani e non americani” impegnati in Afghanistan abbiano ucciso più civili che talebani.

Prima che il presidente dell’Anpi finisse il suo intervento politico, un uomo sulla sessantina si è staccato dal gruppo di Associazioni Combattentistiche ed è andato dritto verso Enrico Mezzetti, contestandolo duramente. Immediato l’intervento della Digos con un poliziotto che indossava un fazzoletto simile a quello portato dai partigiani, che ha subito afferrato e allontanato il contestatore.

Una lezione militare

Contemporaneamente a questa surreale vicenda, al termine del comizio antifascista, il responsabile militare Paolo Riccó, Generale di Brigata ed attuale Comandante dell’AVES di Viterbo, con estrema compostezza ha salutato Questore, Sindaco e Presidente della Provincia, dirigendosi verso il picchetto interforze che aveva reso gli onori e congedando quest’ultimo dalla manifestazione, seguendolo a piedi con il resto del personale di rappresentanza.

Per comprendere meglio la differenza di spessore professionale tra il bebè-partigiano Mezzetti e il Generale Riccò, è bene precisare che la storia del Comandante degli elicotteristi passa dalla Fanteria ai Paracadutisti, trovandolo impegnato nella cruenta battaglia del Checkpoint “Pasta”, nel 1992, durante la missione in Somalia per la quale ha ricevuto la Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Riccò è stato inoltre nel 5° Reggimento AVES “Rigel” al comando dell’Aviation Battalion di Herat, nell’Operazione ISAF. Proprio in quell’Afghanistan che ha “studiato” chissà dove il Presidente dell’Anpi.
Quando il rispetto dei Caduti viene oltraggiato da vaneggianti comizi politici contro la memoria dei morti, anche se in una giornata istituzionalmente e obbligatoriamente celebrata dalle Forze Armate, da “Bella Ciao” a “Ciao Belli” il passo è breve e quanto mai eticamente corretto. Anziché criticare il Salvini di turno per aver “disertato” le manifestazioni del 25 aprile, lo Stato dovrebbe chiedersi se è realmente il caso di continuare a gettare nel ridicolo le proprie istituzioni, ostinandosi a partecipare a queste “feste dell’Unità” politiche che, di anno in anno, non fanno altro che dividere l’Italia tra popolo e “rossi paladini della democrazia”.

Andrea Bonazza

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