Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 5 giu – E’ un simbolo del superamento dei limiti della disabilità ed è riuscito nonostante l’amputazione delle gambe a reinventarsi come paratleta di primissimo livello. Nonostante questo però, Alex Zanardi non si è mai piegato alle logiche del politicamente corretto e del buonismo d’accatto, parlando sempre in modo schietto. Cosa che ha fatto anche sul “caso” Balotelli capitano della nazionale: “E’ un tema un po’ complicato, siamo diventati schiavi del politically correct – ha detto Zanardi a Radio Capital – io vivo la mia disabilità in modo disincantato, è una cosa che mi è accaduta ma l’ho superata. Ci sono invece persone molto irritate, suscettibili ai termini, a ciò che gli si dice. Mario Balotelli ha un enorme talento ma è un ragazzo che ogni tanto non riesce a far di conto circa il rapporto con gli altri, a mettere tutto in una bolla, come si dice. Magari si irrita per cose che vorrebbero essere complimenti e non si accorge di uno che gli rivolge una vera offesa”.
Zanardi è poi intervenuto proprio sulla questione specifica della fascia da capitano, che Balotelli stesso ha caricato di significati politici e sociali legati agli immigrati, al razzismo e ad un ipotetico riscatto degli africani in Italia: “Deve essere una cosa indipendente dalla sua storia personale e da quello che ha passato. Non può essere un premio per consolare le persone. Le cose non si rivendicano, si devono meritare. E si deve saper gestire quel ruolo”. Parole di grande responsabilità quelle espresse da Zanardi, non lontane dalle riflessioni di Matteo Salvini. “Il capitano deve essere rappresentativo e deve giocare bene a pallone, non deve essere bianco, giallo o verde”, ha detto il ministro dell’Interno. “Spero che l’allenatore sceglierà il capitano non per motivi sociologici, filosofici e antropologici, ma perché è un ragazzo che fa spogliatoio, umile e che gioca bene. Magari Balotelli mi stupirà, ma negli anni passati non mi è sembrata una persona umile in grado di mettere d’accordo tutti”.
Ieri anche Paolo Bargiggia, giornalista di Mediaset e collaboratore de Il Primato Nazionale era intervenuto sull’argomento in una intervista al Tempo, esprimendo concetti in linea con quelli di Zanardi: “Così si penalizzano degli atleti professionisti che nella loro vita, per il loro comportamento, potrebbero essere invece un esempio di etica, di correttezza sportiva, di principi. A differenza di Balotelli. Tanto è vero che il neologismo ‘balotellate’ mi pare che sia entrato anche nella Treccani”.
Davide Romano

1 commento