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Francesca Bruno, consigliere di CasaPound a Isernia

Isernia, 1 feb – “Prima gli italiani” sembra essere il nuovo slogan del centrodestra riscopertosi improvvisamente “sovranista” alla manifestazione di Roma sabato scorso. Ma se già le dichiarazioni di Salvini e Meloni, espresse in compagnia dei moderati Brunetta e Toti, lasciano adito a più di qualche dubbio sul rinnovato sovranismo di Fratelli d’Italia e Lega, all’atto pratico i propositi lepenisti sembrano naufragare palesemente. E’ il caso di Isernia, dove la maggioranza di centrodestra del sindaco Giacomo d’Apollonio ha bocciato in commissione la proposta del consigliere di CasaPound Italia Francesca Bruno, sull’inserimento nel Regolamento comunale per l’emergenza abitativa tra i requisiti per l’accesso agli alloggi popolari, di una clausola per l’assegnazione di maggior punteggio in graduatoria ai possessori della cittadinanza italiana. Decisivi per la bocciatura i voti contrari in commissione degli esponenti della stessa maggioranza, tra cui consiglieri di Fratelli d’Italia e Forza Italia. 

“Se l’opposizione ad una proposta volta a tutelare i diritti dei nostri connazionali ad un accesso privilegiato nella propria nazione a servizi pagati dalle proprie tasse da parte degli esponenti della sinistra era scontata”, afferma Francesca Bruno in una nota. “I voti determinanti per la bocciatura della proposta sono poi giunti dalle fila del centrodestra riscopertosi recentemente ‘sovranista’, con il parere contrario espresso da esponenti di Forza Italia e di Fratelli d’Italia. Un comportamento inqualificabile, specie da parte di questi ultimi, in particolare, tanto bravi ad usare lo slogan ‘Prima gli Italiani’ in campagna elettorale, per poi dimenticarselo una volta raggiunto l’obiettivo dell’elezione, l’unico che davvero gli interessi”. Un’accusa di incoerenza quella della giovanissima “consigliera” di CasaPound che ha più di un fondamento, visto che se lo slogan “Prima gli Italiani” non corrisponde nemmeno ad una effettiva tutela dei nostri connazionali nelle graduatorie sociali, scavalcati sempre di più dagli immigrati, non si capisce bene cosa dovrebbe voler dire.

Anche senza un regolamento vero e proprio esiste in ogni caso la possibilità di ristabilire un equilibrio nelle graduatorie tra italiani discriminati e immigrati, come dimostra il caso di Cascina in Toscana, dove l’escamotage utilizzato dal sindaco leghista Susanna Ceccardi, che chiede agli immigrati di dimostrare tramite l’ambasciata di non avere altre proprietà nei paesi d’origine, ha almeno sortito l’effetto di limitare ristabilire un po’ di equilibrio a favore dei nostri connazionali. ““Questa votazione – prosegue Francesca Bruno – dimostra in maniera inequivocabile come alla prova dei fatti da parte della maggioranza non si intenda minimamente rispettare l’impegno a favore degli isernini che questa amministrazione aveva affermato di perseguire. Come membro del consiglio comunale, non cesserò tuttavia di tutelare, in maniera autonoma, gli interessi di questa città e dei suoi abitanti per tutta la durata del mio mandato, prima di tutto contro quelle forze politiche che tanto parlano di tutelare il bene degli italiani, ma che con la votazione di ieri hanno mostrato di non aver a cuore altro bene che il proprio”.

Davide Romano

4 Commenti

  1. Niente di nuovo sotto il sole ..chi nasce quadrato non può morire rotondo…..

    FDI e FI bluff infinito……..

  2. Ma aggiungere una postilla nella costituzione che faccia divieto, a chi non tutela gli interessi del proprio popolo, di utilizzare nomi che facciano riferimento all’Italia?

  3. Interessante, davvero interessante l’idea di vincolare la possibilità di chiedere privilegi alla capacità del richiedente di dimostrare i dettagli del proprio stato. Anche perché in questo modo nessun “reticente” potrà mai avere alcunché e, esprimendosi, sarebbe costretto a scoprire le proprie carte da più d’un punto di vista. Mi sembra acuto.

  4. Francesca la conosco bene ed è un consigliere comunale molto attento agli interessi degli italiani, per quanto riguarda la sponda FI basti pensare che in regione appoggiano il PD ed alle elezioni dei consiglieri provinciali, in parte si sono astenuti ed in parte hanno votato PD, determinando la non elezione a maggioranza dei consiglieri di Destra. Stessa cosa hanno fatto quelli di FdI. Sarei curioso di sapere cosa ne pansa la Meloni….

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