Roma, 7 lug – Si vince sempre molto facile a sbandierare ai quattro venti i film animati della “nostra” infanzia. Chi, come me, è nato a cavallo tra gli ottanta e i novanta, ha avuto l’età d’oro della Disney e vissuto l’epoca dell'”artigianato” pre digitalizzazione. I classici che ci hanno portato a vedere al cinema, dal Libro della Giungla al Re Leone sono così immortali che ancor oggi se ne fanno remake in live action – con le polemiche annesse, come quella sulla scelta di un’attrice di colore per interpretare la diafana sirenette Ariel. Ma la vita va avanti e i nostri figli probabilmente non vedranno mai Alla ricerca della Valle Incantata. Le bimbe vanno ancora pazze per Frozen e per loro un cartone è solo con la grafica “made in Pixar” e affini. Non tutto è perduto, però: ci sono film moderni che possiamo, con tranquillità e gioia, far vedere a nipotini e figli, perchè i messaggi sono positivi anche se non appartengono al nostro mondo nostalgico e ad epoche passate.

5) Wall•e (2008)


WALL•E, in un futuro distopico, è rimasto l’ultimo abitante della Terra; il pianeta, infatti, a causa dell’eccessivo inquinamento e di un accumulo di rifiuti simile a quello che grazie a Virginia Raggi possiamo vedere a Roma, è stato evacuato. WALL•E non è stato portato via e continua a compattare rifiuti da più di settecento anni. Raccoglie le cose più strane che trova e addirittura trova una piccola piantina. Ama il musical Hello Dolly! e la sua unica amica è una blatta. Un giorno un robot di nome EVE scende dal cielo con la funzione di analizzare lo stato del pianeta: il robottino compattatore si innamorerà di “lei” e insieme riusciranno a salvare un’umanità obesa, dipendente dal cibo e obnubilata da spot e schermi giganteschi. Inutile dire che oltre alla tenerezza che il piccolo WALL•E riesce a provocare, il messaggio di forte critica allo stile di vita consumistico contemporaneo in realtà la fa da padrone. Il futuro prospettato dal film è pericolosamente vicino ad un episodio di Black Mirror. WALL•E guida la rivolta contro il mondo moderno.

4) Inside Out (2015)

Il film è ambientato nella mente di Riley, una ragazzina di undici anni. Nella sua psiche vivono cinque emozioni: Gioia (la felicità), Disgusto (che protegge Riley da avvelenamenti fisici o sociali), Paura (che allontana i pericoli), Rabbia (che stimola la bimba a reagire alle ingiustizia) e Tristezza: nessuno sa lo scopo di questo sentimento. Le cinque emozioni agiuscono su una console piena di pulsanti. Ogni volta che un’emozione spinge un pulsante, nasce un ricordo del colore dell’emozione che lo ha generato. Quelli più importanti, i “ricordi base” rimangono nel quartier generale, dove condizionano la personalità di Riley. I cinque ricordi base della bimba sono tutti felici. A loro volta, forniscono energia alle “cinque isole della personalità”: la Famiglia, l’Onestà, la Stupidera (il senso del gioco), l’Hockey e l’Amicizia. Quando Riley è costretta a trasferirsi a San Francisco per il lavoro del papà, Riley diventa triste. Tristezza, infatti, inizia a rendere blu i ricordi risalenti alla sua casa perduta. Gioia e Tristezza cadranno per sbaglio dal quartier generale e cercheranno di riportare i ricordi felici a Riley: ma la lezione da imparare è un’altra. E’ crescere, perchè la Tristezza non è inutile. Il film rende in maniera intelligente, fantasiosa e poetica cosa significhi passare da bambini a giovani adulti.

3) Ribelle (The Brave) (2012)

Il cartone è ambientato nella Scozia del V secolo. Il La piccola principessa Merida riceve dal padre, re Fergus, un arco. La madre, la regina Elinor, non è d’accordo. Nella foresta Merida vede dei fuochi fatui, luci magiche che indicano il destino. Nella foresta, lei e i genitori vengono attaccati dal malvagio orso nero Mor’du; il prode Fergus affronta la bestia per far fuggire Merida ed Elinor. Il re perde una gamba. A 16 anni, Merida è una ragazza spavalda e ribelle e sognatrice. E’ inoltre sorella maggiore di di tre gemelli, Harris, Hubert e Hamish. Nel tempo è diventata un’arciera infallibile.

Purtroppo per lei, i clan MacGuffin, Macintosh e Dingwall, tenuti in concordia dal padre, offrono un primogenito per sposarla. Dopo aver partecipato a dei giochi di “forza” il vincitore sarà il suo sposo. La madre le impone di assistere, dicendole che è suo dovere accettare la tradizione. Merida, quindi, partecipa come arciere per vincere la sua stessa mano: umilia i gli altri giovani, i capi clan e la madre. Nella lite, Merida taglia un arazzo fatto dalla madre, che rappresenta la loro famiglia: quindi Elinor getta l’arco di Merida nel fuoco. Merida scappa nella foresta assieme al suo cavallo Angus, dove vede apparire nuovamente i fuochi fatui. Nella foresta, Merida incontrerà una strega, alla quale chiede incantesimo che che faccia “cambiare” la madre. Grazie ad un dolce stregato, Elinor si trasforma in un orso, il nemico del marito. E la strega in realtà buona, suggerisce a madre e figlia come  spezzare l’incantesimo: “ricucire lo strappo che l’orgoglio ha causato”. Il valore fondante di Brave, e in un’epoca di famiglie arcobaleno o alternative è di per sé sorprendente, è il valore della famiglia e del sapere non solo accettare, ma capire le tradizioni.

2) Up (2009)

Il film ha inizio nel 1939, quando Carl Fredricksen è un bimbetto  di 9 anni che sogna di vivere come il suo idolo, l’esploratore Charles Muntz. Mutnz, a bordo di un dirigibile, esplora il mondo alla ricerca di animali rarissimi. Carl incontra Ellie, una bimba che, come lui, ammira Muntz e sogna un giorno di recarsi in Sud America per visitare le Cascate Paradiso, in Venezuela. Qui il loro ricercatore preferito aveva trovato le ossa di un uccello gigante.  Ellie fa giurare a Carl di portarla, un giorno, alle Cascate Paradiso. I due diventano inseparabili, si sposano, ma purtroppo non possono avere bambini: per consolare Ellie, Carl decide di risparmiare per visitare le Cascate Paradiso, come avevano sempre desiderato. Per distinguere un essere umano da un robot non è necessario sottoporlo a test in cui bisogna selezionare cartelli o auto: basta vedere se si commuove nella prima mezz’ora di Up. Se non vi muovete a commozione, non siete umani. La “rivincita” (non voluta) di Carl arriverà sotto forma di un grassoccio boy scout.

1) Alla ricerca di Nemo (2004)

Se Nemo è già diventato un classico, una ragione ci sarà. Tutto inizia con Marlin e Coral,  due pesci pagliaccio che vivono dentro ad un anemone. Stanno per diventare genitori: Coral ha deposto le uova in una grotta e tra poco dovrebbero schiudersi. Un barracuda però li attacca, divorando Coral e le uova. Marlin tenta di difenderli ma sviene. Quando rinviene, un uovo si è salvato; chiamerà il pesciolino Nemo: promette che non gli accada mai niente di male. Nemo nasce con una pinna atrofica rendendo Marlin sempre più ansioso e protettivo. Stufo delle imposizioni genitoriali, il piccolo Nemo sfida il papà spingendosi in mare aperto. Nemo si perde e Marlin non si darà pace fino a quando non riuscirà a ritrovarlo: entrambi vivranno grandi avventure e scopriranno qualcosa di loro stessi. Questo film di animazione, forse, è di lezione per i bambini come per i genitori: non possiamo promettere che niente di male accada i nostri figli, perché farsi male e rischiare (proprio come la Tristezza di Inside out) fanno parte della vita. In Nemo  c’è questo, c’è la figura di un padre disposto a rischiare tutto per un figlio. E c’è Dory, l’elemento comico, che è imperdibile.

Ilaria Paoletti

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2 Commenti

  1. Mi fanno davvero pena le nuove generazioni che devono crescere guardando questa roba 3D. Valori tradizionali a parte, questi ‘cartoni’ sono proprio brutti, sembrano dei videogiochi, freddi e privi di anima.

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