Roma, 6 lug – Anche Gianluca Grignani ha deciso di prendere una posizione in merito alla querelle nata sulla questione della capitana della Sea Watch 3, Carola Rackete, e lo fa in totale controtendenza, spiazzando buona parte dell’audience come le vere rockstar. Chi si aspettava da lui un’opinione più o meno in linea con quella della sinistra progressista nonché buonista e, pertanto, analoga a quella di altri suoi famosi colleghi, come Emma Marrone, Paola Turci, Fiorella Mannoia, rimarrà senza dubbio deluso.

Il “j’accuse” di Grignani contro il Pd

Stavolta, infatti, Grignani dimostra di stare da tutt’altra parte e lo fa pubblicando sulla sua pagina Facebook il seguente post: «Siamo destinati a stare insieme tutti…Pensa se arrivassero gli alieni … allora … cosa saremmo uomini di serie a e serie b. Il mondo è un diritto di tutti, e la politica dovrebbe imparare a togliersi le bende dagli occhi, le mostrine dalle spalle per iniziare a vedere veramente come stanno andando le cose e vergognarsi di ridurre il proprio operato a mera attività di gossip! Io non ho nessuna paura di essere considerato né di destra né di sinistra, io mi preoccupo solo ed esclusivamente del popolo e della gente…», limitandosi a queste parole, è possibile pensare che il pensiero del cantautore milanese sia prevalentemente destinato a contestare l’operato di PD e Lega, rei di andare a caccia di voti facendo il «gossip» sulle questioni legate all’immigrazione.

Tuttavia immediatamente sotto, queste poche righe, il cantautore milanese, restringe il target del suo j’accuse e pubblica una foto, ritraente una madre africana con in braccio un bambino denutrito, sopra la quale è riportato un altro messaggio che contesta la raccolta fondi in favore di Carola Rackete: «il PD si mobilita per la raccolta fondi per pagare le spese legali di chi ha violato la legge. Secondo loro questi sono i problemi per cui mobilitarsi».

Insomma, l’autore di una delle più famose canzoni della storia musicale italiana, “Destinazione paradiso”, contenuta nell’album omonimo tra i più venduti del 1995, se la prende direttamente con il Partito Democratico, reo di essersi dimenticato delle vicissitudini del popolo e della gente, preferendo aderire alla colletta destinata al pagamento delle sanzioni che sarebbero inflitte alla capitana della Sea Watch 3 per aver forzato l’ingresso nel porto di Lampedusa, oltre che delle spese giudiziarie previste per l’arresto della suddetta. Grignani dimostra quindi di non voler prendere parte, insieme a molti altri musicisti, attori, scrittori, politici, al tedioso quanto ripetitivo coro del politicamente corretto e, proprio come fanno i portavoce della sinistra globalista sceglie il proprio profilo social per comunicare al pubblico il suo pensiero alternativo e contrario alla narrazione unica dominante.

Fine carriera?

Tra i tanti fan che hanno donato al cantautore, tramite commenti via social, stima e sostegno, i più maliziosi si staranno domandando se questa incontrovertibile presa di posizione, di stampo populista e anti-PD, di Grignani non comporti per quest’ultimo un precoce inizio di fine carriera. Del resto è conclamato che nel mondo della musica del cinema e della cultura in generale è arduo lavorare se non si hanno idee di sinistra, peggio che mai addirittura avversarle.

Questo lo sa bene Lando Buzzanca, uno dei grandi attori del cinema italiano, protagonista della commedia all’italiana degli anni settanta. Nella sua lunga carriera Buzzanca, palermitano classe 1935, ha lavorato con i grandi registi italiani: Pietro Germi (“Divorzio all’Italiana”, “Sedotta e abbandonata”), Dino Risi (“I Mostri”), Pasquale Festa Campanile (“Il Merlo Maschio”), Roberto Faenza (“I Viceré”).

L’attore siciliano ha sostenuto più volte di essere stato vittima di boicottaggi perpetrati ai suoi danni da produttori e registi di sinistra, per via del suo orientamento politico. In una intervista rilasciata al Tempo, un anno fa, dichiarò: «La politica può fare danni, a volte, io che ero di destra mi sono sentito boicottato per le mie scelte politiche. È capitato anche che non mi dessero premi. Durante le cerimonie risate, applausi e, al momento di consegnarmi il premio, non trovavano quello col mio nome. I problemi sono iniziati quando ho deciso di dire che ero di destra. Oggi è diverso. Io mi sentivo della destra di Almirante».

Considerando quanto accaduto a Buzzanca, se dai prossimi Festival di San Remo, Gianluca Grignani dovesse essere escluso, sia in qualità di concorrente che di ospite, non sarebbe una sorpresa. I suoi molti ammiratori, chiaramente, si augurano il contrario.

Alessandro Boccia

1 commento

  1. Grandissimo Gianluca Grignani che ha a cuore il bene del popolo italiano e che ha il coraggio di parlare da uomo libero

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