Roma, 10 nov – Una delle conseguenze non previste dello scandalo Weinstein è che, oltre a far partire il consueto processo al maschio prepotente e intrinsecamente stupratore, peraltro già in corso da tempo, ha aperto uno squarcio, passando per il caso Spacey, anche sull’enorme giro di pedofilia che innerva Hollywood. L’ultimo a finire nel mirino è stato Charlie Sheen, accusato di aver sodomizzato Corey Haim 30 anni fa, quando lui aveva 19 anni e la sua vittima solo 13. Il fatto sarebbe accaduto durante le riprese del film Lucas, nel 1986. Lo riporta Dominick Brascia, amico stretto di Haim, che è morto nel 2010 per overdose, a 38 anni: “Haim mi disse che aveva fatto sesso con Sheen durante le riprese di Lucas. Mi disse che fumarono marijuana e fecero sesso anale. In seguito Sheen divenne molto freddo e lo rifiutò”. Sheen ha negato tutto categoricamente, ma le accuse non sono nuove: quattro anni fa le aveva fatte anche Corey Feldman (l’ex bambino prodigio dei Goonies e di Stand by me), pur senza svelare il nome dell’abusatore.

Nella sua autobiografia, Feldman scrisse: “Durante le riprese di Lucas, un adulto lo convinse che fosse normalissimo, per chi era del giro, fare sesso con ragazzini più giovani. Tutti lo facevano. Si appartarono fra due camper durante la pausa pranzo e Haim, innocente e ambizioso com’era, si lasciò sodomizzare”. Feldman, del resto, denuncia da anni l’esistenza di una rete di pedofilia collegata all’industria del cinema. L’attore ha anche lanciato una campagna su Indiegogo per raccogliere fondi per realizzare un film sui predatori sessuali di ragazzini che lavorano nell’entertainment. “Potenzialmente, credo di potere demolire un giro di pedofili di cui sono a conoscenza da quando ero bambino. Senza pensarci troppo, posso fare i nomi di 6 persone, una delle quali è ancora molto potente. E raccontare una storia che conduce direttamente a uno dei maggiori studi e rivela come è implicato nella rete della pedofilia”, dice l’attore nel video di presentazione del progetto.

Insomma, sembrerebbe che dietro la fabbrica dei sogni si celi un incubo.
Qualche giorno fa, ad esempio, Tyler Grasham, agente di baby attori come Finn Wolfhard di Stranger Things, è stato licenziato proprio perché accusato di aver fatto avance ad attori minorenni. Qualche mese fa, invece, Elijah Wood, il Frodo del Signore degli Anelli, in un’intervista al Sunday Times, aveva detto che gli “abusi sessuali sui bambini” a Hollywood sarebbero “routine”, con la presenza di “ricchi e potenti personaggi” che si approfittano di loro. E ancora: “C’è dell’oscurità nel sottobosco di quell’ambiente. Ciò che mi colpisce di queste situazioni è il fatto che le vittime non possano parlare più forte di chi ha il potere in mano”. Su Vimeo gira, gratuitamente per un periodo limitato, il documentario An Open Secret, di Amy Berg, che indaga il fenomeno a partire dal commercio di foto pedopornografiche di giovanissimi attori su eBay, messe online proprio dagli agenti che dovrebbero tutelare queste star emergenti. Altre testimonianze raccontano di agenti che organizzavano pigiama party o feste nudiste in piscina, in presenza anche di alcool e farmaci, mentre altri costringevano i loro protetti a dormire con loro. Insomma, la pedofilia sarebbe un elemento di sistema, non dovuto a qualche mela marcia occasionale. Un tema su cui varrà la pena di approfondire.

Giorgio Nigra

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