Bologna, 5 lug –  Lodo Guenzi, leader della band Lo Stato Sociale, scrive su Instagram e si scaglia (almeno apparentemente) contro un murales davanti casa sua, a Bologna, che recita le parole “Salvini Muori”.

“Questa scritta non la sopporto”

“Questa scritta mi fa schifo” scrive Guenzi, che è stato anche conduttore nel concertone del Primo Maggio “È davanti casa mia e ogni mattina spero di trovarla cancellata”.E’ comparsa sotto la casa del cantante a Bologna e lui non ci sta. “Ci penso spesso al perché mi fa tanto incazzare. Al di là della miseria della frase, ricevere questo tipo di merda fa parte della vita di un uomo pubblico, in fondo se succede a me figuriamoci a lui. Eppure io questa scritta non la sopporto”.

 

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Questa scritta mi fa schifo. È davanti a casa mia e ogni mattina spero di trovarla cancellata. Ci penso spesso al perché mi fa tanto incazzare. Al di là della miseria della frase, ricevere questo tipo di merda fa parte della vita di un uomo pubblico, in fondo se succede a me figuriamoci a lui. Eppure io questa scritta non la sopporto. Dovremmo lasciare ad altri queste cazzate, le minacce di morte alle famiglie sinti a cui consegnano la casa popolare, gli “spero che i negri ti stuprino troia” a carola rackete, i “bruciamo i rom”. Lasciamo ad altri questo schifo e scegliamo l’intelligenza, il paradosso, l’ironia, il gioco, la poesia e la passione. Anche nello scontro, soprattutto nello scontro. Perché frasi come queste sono merda fascista, e non fanno che costruire una società fascista. Non so quando abbiamo cominciato ad arrenderci a questo squallore, ma risponde alla merda con la merda farà sempre e solo vincere la merda. Chi parla male pensa male. Chi pensa male agisce male. Fra una settimana se è ancora lì la cancello io. Riprendiamoci le parole, lasciamo ad altri la merda. #bologna #casa #rocknroll

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Ma, non sia mai apparire troppo “Salviniani” o dare la colpa a chi, materialmente, ha fatto la scritta sul muro, lesto Guenzi passa ad attribuire alle parole “Salvini muori” tutt’altro significato: “Dovremmo lasciare ad altri queste cazzate – scrive – le minacce di morte alle famiglie sinti a cui consegnano la casa popolare, gli ‘spero che i negri ti stuprino t***a’ a Carola Rackete, i ‘bruciamo i rom’. Lasciamo ad altri questo schifo e scegliamo l’intelligenza, il paradosso, l’ironia, il gioco, la poesia e la passione. Anche nello scontro, soprattutto nello scontro. Perché frasi come queste sono merda fascista, e non fanno che costruire una società fascista”.

E invece no, caro Lodo

In breve, se un compagno, magari un ragazzetto dei centri sociali, una mattina si alza e augura la morte a Matteo Salvini scrivendo su un muro, lo fa perché la società è fascista. Secondo il ragionamento di Guenzi, non è possibile che ci sia violenza politica a sinistra: quindi gli innumerevoli auguri a svariati politici di destra di finire appesi a piazza Loreto, i 10 100 1000 Acca Larenzia che si leggono in giro per Roma e di cui ormai si perde il conto e anche magari la canzone-inno dei 99 Posse Rigurgito antifascista in cui si invita a sparare a vista, appunto, ai fascisti … sono tutti frutti di una società fascista? No caro Lodo, questi non sono né metodi fascisti, né prodotti sociologici di una dittatura sanguinaria: questo è antifascismo, nella sua più completa declinazione, che ti stia bene o no.

Ilaria Paoletti

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2 Commenti

  1. una volta, 20 anni fa, sono uscito dal leoncavallo e ho visto che gli sharp stavano linciando un ragazzo, 5-6 contro uno; aveva detto loro “fascisti”; non credo occorrano commenti

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