Roma, 10 giu – Già alla prima puntata  Realiti il programma dell’ex Iena Enrico Lucci si “guadagna” un’istruttoria. La puntata, andata in onda il 5 giugno, era incentrata sui neomelodici siciliani che cantano in napoletano. Uno di loro, il catanese Leonardo Zappalà, è stato invitato in studio da Lucci ed ha espresso delle opinioni controverse sui magistrati antimafia Falcone e Borsellino.

“Essere mafioso è il mio personaggio”

Leonardo Zappalà, cantante neomelodico di “chiara fama”, invitato in studio viene posto sul palco e viene invitato dal conduttore a studiare la storia dei “grandi siciliani”. Poco prima è andato in onda un servizio sullo stesso Zappalà in cui gli veniva domandato come mai quando viene insultato con la parola “mafioso” lui non si vergogni. “E’ il mio personaggio”, risponde candido il catanese. Sempre nello stesso servizio, un altro cantante neomelodico, si “vanta” di appartenere alla malavita per davvero con l’anzianità di 10 anni di carcere  ed è e fiero di dedicare canzoni a suo zio Turi che attualmente sta scontando il 41 bis. In studio, al diciannovenne Zappalà viene chiesto conto del suo definirsi mafioso e di prendere invece esempi siciliani positivi. Come quello di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. “Queste persone che hanno fatto queste scelte di vita, le sanno le conseguenze” risponde serafico Zappalà. “Come ci piace il dolce, ci deve piacere anche l’amaro”.

Ma la Rai corre ai ripari

Ma dare tutta questa visibilità e importanza al neomelodico siciliano che si autodefinisce “mafioso” non è piaciuto molto in Rai. “La Rai ritiene indegne le parole su Giovanni Falcone e Paolo Borsellino pronunciate da due ospiti della puntata di Realiti, andata in onda su Rai2 in diretta” dice il comunicato dei vertici di Viale Mazzini. “Direttore di Rete, conduttore, autori sono stati ampiamente sensibilizzati sulla necessità di porre la massima attenzione sulla scelta degli ospiti, delle tematiche e sulla modalità di trattazione di argomenti ‘sensibili’; in coerenza con quanto ogni giorno la Rai testimonia attraverso programmi, eventi speciali e fiction dedicati alla sensibilizzazione della collettività contro la criminalità organizzata e a sostegno della memoria dei tanti martiri delle mafie”. Da qui, la decisione di inviare “un’istruttoria per ricostruire tutti i passaggi della vicenda”. Se Lucci, da brava ex Iena, abbia voluto puntare tutto sul sensazionalistico, mal gliene è colto: la prima puntata è stato un flop di ascolti, e “Realiti” è passato direttamente da prima serata a seconda, senza più “godere” della diretta. 

Ilaria Paoletti

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3 Commenti

  1. Sono siciliano e non abito nemmeno tanti lontano da questo escremento. … ogni respiro di questi sterco parlante è un offesa a tutti i siciliani onesti.

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