Roma, 12 sett – Maurizio Coruzzi in arte Platinette, variopinto ed “ambiguo” conduttore radiofonico e noto volto della tv, come al solito si dimostra una testa pensante ancor prima che gay: in un’intervista per La Verità, infatti, la drag queen ribadisce le sue posizioni non allineate con l’eterodossia Lgbt.

“Lgbt è nuovo conformismo”

“Trovo che la lamentela continua delle associazioni Lgbt abbia poca ragione d’essere. Non si fa un film o un talent o un reality show senza una travestita o due omosex che litigano. Un’overdose. Un nuovo conformismo” dice Coruzzi al giornalista Maurzio Caverzan. “Cristiano Malgioglio io so che è un grande autore, ma non sono sicuro che il pubblico colga. Nel pomeriggio di Rai1 Pierluigi Diaco conduce un programma sui buoni sentimenti, con la posta del cuore. Sembra di essere nel dopoguerra”.

“Vietato dissentire sul Gay pride”


“Se dissenti sul Gay pride non hai cittadinanza” accusa Platinette. “Eppure le conquiste sono state fatte, ci si può un po’ prendere in giro. Volevo affittare una decappottabile per sfilare come Lana Turner. Mi hanno detto di no perché l’auto inquina. Capisce? Ho ripiegato su un risciò, che è costato quasi più della decappottabile”.

“Utero in affitto è sfruttamento”

Un altro argomento che sta a cuore a Coruzzi è la pratica dell’utero in affitto, che lo trovo decisamente contrario: ”
“una forma orribile di sfruttamento delle donne. Ti presto il mio forno per cuocere le tigelle e poi le mangi tu”. E dele unioni civili dice: “Non mi convince il matrimonio come mutuo soccorso. L’assistenza, la successione, la reversibilità erano possibili anche prima, bastava andare dal notaio con 100 euro. Non m’interessano la metà del cielo e quelle cose lì. Anche Maria di Nazareth era sola… Nasciamo singolarmente, ma non si fa mai una legge per l’individuo”.

Sempre fuori dal coro

Platinette non è nuova alle esternazioni fuori dal coro: a gennaio, infatti, “difese” Libero dalle accuse di discriminazione ai danni dei gay per il titolo “Calano fatturato e Pil, ma aumentano i gay”. “Erano chiari l’intento provocatorio e scherzoso e la mancanza di una volontà di insultare” disse Platinette. E consigliò agli autori di Libero (tirando una stoccata ai buonisti): “Dovete imparare dalla sinistra, che ha più classe e sfumature: riesce a essere violenta e razzista senza destare scandalo”.

Ilaria Paoletti

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