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Venezia, 14 apr – Parlare di derive orwelliane e scenari distopici che si starebbero manifestando a causa del coronavirus a volte sembra un esercizio un po’ intellettuale e poco comprensibile alla massa. Per fortuna ci pensa Barbarona nazionale a tradurre il tutto in un linguaggio nazionalpopolare. Come a sublimare l’estasi delatoria del vicino di casa intento a sputtanare via social il runner illegale, Pomeriggio 5 ci porta a bordo di un elicottero della Guardia di finanza a caccia di pericolosi criminali: persone a spasso col cane sulle spiagge della Laguna di Venezia. E così ne esce fuori una surreale diretta andata in onda il giorno di Pasquetta, con la giornalista sull’elicottero che manco stesse raccontando gli scontri al G8 di Genova o la fuga di Luciano Liboni, urla nel microfono “Barbara! Barbara! C’è una persona sulla spiaggia, ha aumentato il passo e sta scappando. Quindi ora lo stiamo inseguendo!”.

Sangue di Enea Ritter

Ilaria Dalle Palle che urla nel microfono – Video

Una narrazione che altera la realtà

Sembra una puntata di Real Tv, la trasmissione che a cavallo degli anni ’90 e 2000 ci mostrava le immagini aeree degli inseguimenti di criminali sulle “highways” Usa (monotonia spezzata ogni tanto da qualche tornado nel Nebraska). Nessuno qui vuole negare il diritto di Barbara d’Urso di propinarci della sana tv spazzatura sia chiaro, ma è evidente che un tale sensazionalismo applicato alla repressione di un poveraccio col cane in spiaggia alimenta quella narrazione che sposta la responsabilità dell’aumento dei contagi dall’assenza di posti in terapia intensiva, mancanza di materiale sanitario e decisioni di politica e comitati scientifici, per puntare il dito contro altri cittadini italiani “rei” di violare il mantra dello “state a casa”.

Black Brain

Gli italiani, che hanno accettato le disposizioni spesso contraddittorie e confuse del governo e che dopo più di un mese di quarantena non hanno ancora visto uno solo dei miliardi di euro promessi da Conte, stanno rispettando le restrizioni (tra l’altro le più stringenti tra i paesi occidentali). Esiste una minoranza residuale di persone che non stanno rispettando le restrizioni, è chiaro. Ma raccontare la fuga di uno che porta a spasso il cane manco fosse un rapinatore si chiama disinformazione.

Davide Di Stefano

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4 Commenti

  1. Che popolo bue che siamo. Avessi mai visto in vita mia le forze dell’ordine inseguire con tanta solerzia uno, dico UNO, dei milioni di maleducati che appena escono dalle loro case linde e pinte buttano carte, bottiglie, lattine, cicche di sigarette e chi più ne ha più ne metta, per strada!
    E non è che quelli non ci danneggiano: quanti turisti preferiscono andare in altri paesi perché il nostro è sporco e maleducato?
    Noi invece ci muoviamo solo in emergenza. Infatti non appena finirà, tutti ricominceranno a fare i porci!

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