Salerno, 12 mar – C’è un nuovo pasionario nella musica italiana: questa volta a “moralizzare” il vicepremier Matteo Salvini interviene Giuliano Sangiorgi, cantante del gruppo salentino Negramaro. Al termine del concerto tenutosi ad Eboli l’11 marzo, il leader del gruppo saluta il pubblico gridando: “A noi per il culo non ci prendono! Noi siamo gente di mare e il mare è di tutti”. Evidente il riferimento alle politiche sull’immigrazione del leader della Lega. Sangiorgi decise di prendere in mano l’argomento proprio dallo stesso palco da cui l’altra novella ribelle contro il sistema Emma Marrone invocò all'”apertura” dei porti, salvo poi essere subissata di critiche sui social.

Lo stesso palco da cui la Marrone gridò: “Aprite i porti”

Il cantante dei Negramaro, all’epoca dell’appello della Marrone dal medesimo palco da cui ha condotto il suo (il PalaSepe) si schierò con la conterranea sempre a mezzo social: “A mia figlia non racconterò mai di quando un consigliere comunale del nostro Paese ha scritto a una donna “apri le cosce e fatti pagare!” solo per aver espresso la sua libera e insindacabile opinione. Quando sarà grande per capire, avremo capito anche noi e ci saremo vergognati… tutti! Aprite i cervelli!”.

Sangiorgi e la sua “storia politica”


Sangiorgi non è nuovo alle critiche al leader della Lega. In passato aveva “approfittato” di un’intervista al settimanale Vanity Fair  per parlare di politica ma sempre, ovviamente, in un contesto anti-Salvini (i nostri vip tendono a dimenticare che esiste un’altra parte politica, qualunque essa sia).  “Non me ne importa nulla di parlare male del governo” aveva dichiarato alla rivista “Quello che non accetto è che un Salvini dica agli artisti cosa debbano o non debbano dire. Sarebbe come suggerire a un fornaio di fare solo il pane o al cameriere di servire a tavola e tacere”: il riferimento, all’epoca, era naturalmente alle considerazioni contro Baglioni che il vicepremier si “permise” di fare all’alba di Sanremo – e che arrivarono dopo che il cantautore romano definì il governo una “farsa”. Ci chiediamo se questi autori che riscoprono il proprio impegno in questi giorni ricorderanno i propri giorni da “ribelli” anche quando – e se – il governo avrà un altro colore politico.

Ilaria Paoletti

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