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Roma, 29 dic – Sta accadendo qualcosa nel mondo del cinema, proprio sotto i nostri occhi: Hollywood sta implodendo su se stessa. Presa com’è dagli scandali e dalla (sempre verde) volontà di “spingere” i marchi ad alto reddito assicurato – Star Wars, Marvel e cartoon Disney su tutti – la principale industria cinematografica mondiale pare abbia dimenticato l’essenza del proprio mercato ed il fine ultimo dalla propria esistenza: i film. Sono stati 47 i remake, i reboot e i sequel distribuiti nel corso di quest’anno (una media di quasi quattro film al mese), e ancor di più quelli che si prevedono nel corso del prossimo triennio.



Le motivazioni sono, com’è ovvio che sia per un’industria a stelle e strisce, di carattere puramente economico. Prima fra tutte, il drastico calo di biglietti staccati, figlio altresì dell’ingresso nel mercato dei nuovi (ormai non così nuovi) competitor: Amazon e Netflix. Si stima che già dal 2020 le due piattaforme supereranno gli incassi dei multisala; e a ben vedere i primi ad essersene accorti paiono proprio i grandi attori e registi, sempre più orientati verso le forme seriali e i nuovi film tv.

Le evidenze ci pongono quindi di fronte all’interrogativo più importante: dobbiamo preoccuparci? La risposta, oggi, è certamente negativa. La domanda c’è ed è forte, così come forte e variegata è l’offerta. Si tratta solo di saper discernere, ricercare, re-imparare ad osservare senza accontentarsi. Ma soprattutto, è necessario non rivolgere lo sguardo all’indietro: lo schermo è sempre davanti. Il futuro è nella mani di giovani, promettenti registi e (nuovi) mostri sacri, pronti ad indicarci la via. Non ci resta che aspettare il buio in sala e goderci lo spettacolo.

I migliori film del 2017:

10. Super Dark Times – Kevin Phillips

Lo spirito di un tempo senza Spirito. L’adolescenza in assenza, o in compimento, d’innocenza. Sono tempi bui. Super Dark Times.

9. Blade Runner 2049 – Denis Villenueve

8. The Killing of a Sacred Deer – Yorgos Lanthimos

Il sacrificio di Ifigenia, oggi. Cosmogonia moderna in due atti. Tragedia di sinistri equivoci e riti sacrificali.

7. A Ghost Story – David Lowery

Il tempo è la porta. Quello interrotto, finito, della vita o quello eterno del continuo ritorno. In attesa, fermo. Come un fantasma.

6. It Comes at Night – Trey Edward Shults

Nell’apocalisse post-atomica del male necessario, tutto ciò che conta è il sangue.

5. Trainspotting 2 – Danny Boyle

Abbiamo scelto di scegliere la vita, ma la vita non ci ha ricambiato. Cercavamo la dolce fine, abbiamo vinto il rimpianto della morte.

4. El Bar – Alex de la Iglesia

Guerre sante quotidiane, piccole e grandi, che ci affliggono. Homo homini lupus e miserie. “Qui non vendiamo caffè, vendiamo solo amari”.

3. Dunkirk – Christopher Nolan

2. Arrival – Denis Villenueve

Applicazione dell’ipotesi di Sapir-Whorf al cinema di fantascienza. Villenueve gioca con lo spettatore, girandogli intorno – in cerchi concentrici – alla scoperta di se stessi.

1. Mother! – Darren Aronofsky

Madre è ispirazione. È rifugio e bellezza. Madre è forza creatrice.
Madre è violenza e distruzione. Apocalisse e forza. Madre è dolore. Madre è vendetta.
È Giovanna D’Arco. È Valentine de Saint-Point.
Nuovo o vecchio testamento che sia, così è. Così per sempre sarà. Ancora, ancora, e ancora…

Davide Trovato



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