Roma, 6 mar – Antonello Venditti, cantautore romano storicamente schierato a sinistra a sorpresa, in un’intervista rilasciata  a Vanity Fair, ha parole di elogio per il leader della Lega Matteo Salvini: “Parla il linguaggio dell’epoca in cui vive. La vera differenza che c’è tra destra e sinistra, nel 2019, è prima di tutto semantica. In questo tempo, devi avere il linguaggio del nostro tempo. Sarebbe interessante trovare un giovane uomo o donna di sinistra che abbia la capacità di comunicare con gli altri come fa Salvini. Sul tema dei migranti, non possiamo non dire che la politica di Minniti era più a ‘destra’ di quella di Salvini. Cosa c’è di diverso? Il linguaggio. Perché Minniti non è stato eletto neanche nel suo collegio? Perché era un corpo estraneo, in un corpo già estraneo al Paese come è oggi il Pd. Non era l’incarnazione di un’idea. Era disorganico a una cosa già disorganica di per sé. Mentre Salvini è organico a tutto quel che dice“. E questo nonostante lo scontro che ebbero in tv nel 2015 durante la trasmissione Ballarò.

E sul caso della nave Diciotti dice…

Non solo, l’autore di Nata sotto il segno dei Pesci continua gli elogi relativi alla capacità di adattamento del vice premier del governo gialloverde: “Lui muta. Mette una felpa della Polizia e diventa poliziotto. Ha una capacità di immedesimazione fenomenale. È credibile. E gli altri lo attaccano sul piano sbagliato: sulla Diciotti, la gente vede i risultati, e per la stessa Unione Europea, che pure ci ha attaccato a ripetizione, il caso Diciotti è chiuso. Salvini ha agito in nome di un superiore interesse nazionale, l’hanno capito tutti. Tutta Europa. In Italia invece siamo alla Procura X che manda un avviso di garanzia e in questa confusione di linguaggio e di poteri, alla fine, le ragioni di chi grida allo scandalo sono deboli, perdenti, inutili. Vuoi smontare un governo per l’alzata di scudi di una Procura? Dove pensi di andare?”.

Ilaria Paoletti

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