Roma, 24 giu – Riccardo Bergamini ci ha abituato alle imprese straordinarie. Ma lui non sembra proprio accontentarsi e ha vinto la sfida lanciata ai ghiacci dell’Alaska. L’alpinista lucchese ha completato infatti l’ascesa al monte Denali (6194 metri), la cima più alta del Nord America. Si tratta di una montagna notoriamente difficile da salire perché vicina al circolo polare artico e dunque una delle più fredde al mondo, forse in assoluto la più fredda. Il Denali è poi un mito per tutti gli alpinisti perché fa parte delle cosiddette “Seven Summits”, ovvero le sette montagne più alte di ciascuno dei sette continenti della Terra.

In dieci giorni Bergamini, assieme a un altro italiano, Matteo Stella di Courmayeur, è riuscito a completare ascesa e discesa del monte, nonostante tre giorni consecutivi di pessime condizioni meteorologiche. “Siamo arrivati in vetta il 20 giugno nel primo pomeriggio, molto freddo e tanto vento durante la salita. In vetta la temperatura era di circa -40 gradi, con una percezione del freddo che aumentava con il vento. Ho avuto la barba ghiacciata per 10 ore”, ha dichiarato l’alpinista lucchese al Primato Nazionale.

Quando dici Italia


Un’impresa ancor più straordinaria, se consideriamo che i due alpinisti italiani sono saliti in piena autonomia portando tutto il materiale a spalla (40 kg a testa) con una slitta, fino ai 4400 metri. Dai 4400 metri hanno lasciato il grosso del materiale e sono saliti senza slitta perché la salita diventava tecnica e più esposta. “Raggiunta la vetta ci siamo abbracciati e ci siamo fatti la foto con il nostro amato tricolore. Infatti il titolo che abbiamo dato alla nostra spedizione è ‘Italia’”, ci ha raccontato Bergamini. Brividi, non soltanto di freddo.

Il giorno successivo al raggiungimento della cima i due alpinisti sono scesi direttamente dai 5200 metri sino ai 2000 metri del campo base. “Una bella impresa. Questa ulteriore avventura dimostra che con forza di volontà, passione e dedizione si possono realizzare i propri sogni”, ha sottolineato Bergamini. Partner dell’alpinista lucchese, il marchio di abbigliamento Pivert.

E proprio nei confronti di Lucca, la sua città, Bergamini rivolge un pensiero particolare e un progetto specifico: “In ottobre tornerò in Nepal per salire una montagna alle pendici dell’Everest, portando in vetta un po’ di solidarietà ai bambini lucchesi che purtroppo soffrono anomalie fisiche, ma non per questo meno belli dei propri coetanei. Vorrei lasciare o fotografare in cima alla montagna i loro disegni e le loro foto”. Cuore, coraggio, forza. L’Italia che dà l’esempio. E malgrado i masochismi e i detrattori, non smette mai di stupire il mondo.

Eugenio Palazzini

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