Roma, 6 giu – Milena Bartolini, commissario tecnico della Nazionale di calcio femminile , ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera in cui ricorda i momenti più toccanti dello scorso campionato mondiale. Le Azzure, ricordiamo, sono state eliminate ai quarti di finale dall’Olanda.

Bartolini, commissario tecnico e “politico”

La Bartolini nella nativa Correggio all’impegno sportivo ha affiancato anche quello politico, ricoprendo l’incarico di assessore allo sport e servizi sociali del Comune di Correggio tra il 1994 e il 1998. Ma è stata anche consigliere provinciale nell’amministrazione di Reggio Emilia tra il 1998 e 2002 con i Democratici di Sinistra. Dunque non è digiuna di cultura politica e anzi le sue radici “rosse” sono ben piantate. Nell’intervista al Corsera ricorda un episodio per lei commovente: “Quando siamo arrivate a Valenciennes per il debutto contro l’Australia, i francesi ci hanno accolto con Bella ciao, un inno alla libertà“. A questo episodio la Bartolini riaggancia uno di vita privata, perché la stessa canzone è stata suonata al funerale laico del padre appena trapassato.

“Nonno partigiano, zia assessore”

Quando le viene chiesto chi siano i suoi modelli di riferimento all’interno della sua famiglia, la Bartolini non ha esitazioni: per lei gli esempi sono quelli delle “emiliane di ferro” ovvero la nonna e la mamma. “Sono gli esempi che ho avuto in casa. La nonna scesa dalla montagna per mantenere la famiglia mentre il nonno partiva partigiano. Una zia che a 28 anni ha preso la patente da camionista, l’altra assessore alla sanità.E mamma che guidava l’azienda agricola, un lavoro da uomo“. Insomma, al di là dei femminismi dell’ultima ora, pare che l’endorsement di alcuni personaggi come Laura Boldrini non sia solo una questione di genere, ma anche una questione di appartenenza politica.

Ilaria Paoletti

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4 Commenti

  1. Bisogna intanto mettersi d’ accordo su che cosa si intende per “libertà” . se si intende libertà di esibire a tutto campo la propria sconcezza fisica e morale, allora si! Bella ciao è un inno alla “libertà”! Se per “libertà” si intende poter corrompere, plasmare a piacimento ed abusare, sempre a piacimento, minori, o persone comunque non in grado di difendersi, anche in questo caso la suddetta canzoncina è l’inno più giusto e azzeccato! Se per “libertà” si intende aggredire, certi dell’ impunità pressoché assoluta, uccidere o rovinare per sempre persone colpevoli di vedere le cose in modo diverso, allora bella ciao fa perfettamente al caso nostro! Se per “libertà” si intende il proprio porco comodo facendone pagare agli altri le conseguenze, bella ciao è quanto di meglio possa rappresentare certe “libertà”! Se per “libertà” si intende quella di rispettare o non rispettare leggi vigenti dello Stato a seconda di come tira il vento e di come fa’ comodo, applicandole però spietatamente ed inflessibilmente sul cittadino onesto ed indifeso per trasformarlo in un suddito timoroso, allora questo ” inno” celebrante odio e guerra civile e comportamenti “partigiani” a dir poco vessatori, quando non spietatamente assassini e macellatori, (di umani, n.d.r.), è proprio l’ inno “ad oc”! Di cui andarne fieri! E da far cantare a minori inconsapevoli, facendoli beffardamente genuflettere di fronte ad orchi mostruosi diabolicamente presentati come martiri, santi ed eroi! Quelli alle “belle” non dicevano: “ciao!”, le macellavano! Dopo averle stuprate e seviziate, s’intende!

  2. Dopo 74 anni non possiamo dire la parola FINE per una delle più schifose guerre civili …..
    Soffia il vento , si gira la bandiera , diventa rossa la “Camicia Nera” .
    I fascistelli ancora rompono le balle dopo il voltafaccia del 30 aprile 1945 ! Ora si fanno chiamare antifa , ma hanno solo cambiato colore …

  3. Ok, hai fatto il mondiale? Allora parla di calcio, se ne capisci.
    Speriamo che, finito l’effetto mondiale, queste figure anonime tornino nell’oblio che meritano.

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