Roma, 7 mar – Gabriel Omar Batistuta, campione sul campo e anche nella vita. L’ex calciatore, bandiera di Fiorentina e Roma, si è raccontato alla trasmissione radiofonica argentina Reconquista Hoy. Batigol ha confidato all’intervistatore un aneddoto che riguarda suo figlio Joaquin. Il ragazzo, quasi venti anni, è uno dei figli che l’ex attaccante ha avuto con la ormai “celebre” Irina, la destinataria del leggendario “ti amo” gridato in quel Milan-Fiorentina, finale di supercoppa italiana del 25 agosto 1996 e vinta dai viola per 2-1. Fu proprio la punizione di Batistuta a consegnare la vittoria alla squadra allora allenata da Claudio Ranieri. Ora i due sono separati e il figlio lavora in una copisteria: “Come è possibile che faccia un lavoro così? Che i miei figli lavorino, per me, è come poter regalare loro la dignità“.

Potrei permettermi di regalare ai miei figli delle auto nuove e di lusso, ma non so quanto si sentirebbero felici, o almeno quanto potrebbe durare quella felicità” dice il “Re Leone”. “Io so che magari prendono l’auto, si fanno un giro per le vie del centro e le ragazze, o la gente, li guardano. Molti potrebbero pensare ‘però, guarda che auto che ha’, e questo li potrebbe imbarazzare, perché dentro di loro sanno che quell’auto non è veramente loro. Non c’è paragone col guidare un’auto magari meno bella e potente, ma di cui poter dire: ‘Questa me la sono guadagnata da solo’“. Insomma, prendano appunti i connazionali Wanda Nara e Mauro Icardi: esempi come Batistuta restano nel cuore della gente.

Ilaria Paoletti

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