Napoli, 15 ott – Quando si parla di “razzismo al contrario”, di bocche da cucire e idee da reprimere, non si vaneggia di certo. Non si è, quindi, ossessionati da manie persecutorie. Perché un conto sono le opinioni personali. Un altro le tangibili prove.

L’ultimo caso, è quello che ha colpito la calciatrice dell’AfroNapoli Titty Astarita. Il capitano della squadra femminile (già definita “ex” dalla dirigenza del progetto) è stata messa fuori rosa. La suprema colpa, la candidatura della stessa a sostegno di Rosario Pezzella, al Consiglio comunale di Marano: lista di centrodestra con supporto della Lega di Salvini.

È evidente che le idee politiche della Astarita siano “poco gradite” all’AfroNapoli. Ma la domanda, legittimamente sorge: cosa c’entra il calcio con la politica? Se lo chiede la stessa calciatrice, in un video, dove ribadisce l’estraneità di qualsivoglia ideologia politica alle dinamiche del calcio. “Lo sport è divertimento. Il calcio non deve avere colore politico”: questo, in sintesi, il pensiero del capitano femminile. Fa riflettere e la dice lunga la mobilitazione “pro Astarita”: le compagne di squadra hanno raccolto le proprie firme in suo sostegno e disertato la partita di Coppa Campania contro la squadra Dream Team.

Le ragazze chiedono al presidente Gargiulo un deciso intervento: “E’ un atto discriminatorio”, dicono. Difatti assistiamo all’ennesima, buonista ipocrisia: al famoso “razzismo al contrario”. L’AfroNapoli sostiene progetti d’integrazione attraverso l’attività sportiva. Ma il modus operandi rivelato in queste ore porta a credere che, al calcio, venga anteposta una sfrontata attività politica: propaganda “pro migrants”, decisamente “anti Astarita”.

La calciatrice è l’unica vera vittima di questa assurda, inaccettabile vicenda. Furiosa pure la lite tv, che ha visto contrapporsi la posizione della società partenopea (nella figura del dirigente Pietro Spaccaforno) agli ospiti di Campania Sport (Umberto Chiariello e Peppe Iannicelli). Spaccaforno ha difeso l’operato della società, sostenendo “la manifesta incompatibilità” delle idee politiche di Titty Astarita rispetto al progetto AfroNapoli. Inammissibile, per il dirigente, che la calciatrice sostenga la politica di Salvini (ovviamente, razzista e fascista). Furiosa la reazione in studio: Peppe Iannicelli non ha esitato nel prendere le parti dell’Astarita. “Se è questa l’Italia che volete, io non ci sto”, ha detto. Dello stesso tenore Umberto Chiariello: “Chi non accetta la diversità di pensiero è una persona molto pericolosa”, ha affermato inferocito. Con un involontario autogol, Pietro Spaccaforno ha parlato di incompatibilità con le sue personali idee politiche. Non solo: rimarcando il “valore dell’inclusione, dell’accettazione  del diverso da sé”, è incappato  in una macroscopica contraddizione: ovvero, promuovo integrazione, metto in atto discriminazione. Ed ecco: il piatto del razzismo al contrario è servito.

Chiara Soldani

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4 Commenti

  1. mi dispiace,ma tal Spacciaforno ha perfettamente ragione.

    se quella società si chiamasse diversamente e non con il bizzarro nome di AFRO-NAPOLI (?), se ne potrebbe ancora discutere, altrimenti sarebbe come se il sottoscritto si iscrivesse alla PALESTRA POPOLARE ANTIRAZZISTA per fare “muay thai” (o meglio,quello che si pensa sia la muay thai in Italia, peraltro espressione culturale e sportiva di un Paese assolutamente non inclusivo e NAZIONALISTA) con tanto di stella rossa nel simbolo,oppure alla “Palestra popolare ANTIFA boxe”.

    da aggiungere,leggevo anche di un altro fatto simile,ossia di una leghista che è stata di fatto esclusa da un corso della Croce Rossa* per le sue idee politiche; diciamocelo bene ed in chiaro,una leghista o una sovranista o una Patriota,mai e per nessuna ragione dovrebbe iscriversi ad un organizzazione quale è diventata la CRI, di fatto una ONG pro-immigrazione, così come ad una squadra che si chiana AFRO-Napoli,o almeno io non lo farei mai per spirito di coerenza,se non direttamente per convinzioni politiche;

    temo quindi che quel Spacciaforno nel ritirare la squadra dal campionato sia magari da criticare in una ottica più ampia come quello esposta dal pregiato Primato Nazionale,ma sicuramente da rispettare per la sua coerenza ideologica.

    *giusto per ricordare,la CRI è stata l’autore di quella penosissima propaganda ai tempi della valanga a Rigopiano,con i profughi africani spacciati per soccorritori che scavavano in mezzo alla neve…

  2. Schifo. La cosa positiva di queste vicende, comunque, è che fanno emergere tutta l’ipocrisia di certe idee (che si fa fatica anche a considerarle vere idee politiche: più che altro si tratta di criminalizzazioni, di imposizione forzata di una determinata cultura).

  3. Lo hanno sempre fatto quello di creare disagi e incidenti, i sinistri sono un virus e soprattutto razzisti contro il loro stesso popolo.

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