Madrid, 13 mag – Murah Ahmed del Financial Times intervista il Fenomeno del calcio degli anni anni novanta e duemila, Ronaldo Luís Nazário de Lima.

Ronaldo imprenditore: “Non faccio come Silvio”

Ronaldo ora è un imprenditore, ha comprato infatti il 51% del Valladolid, club di ultima fascia della Liga spagnola. Ronaldo pensa di avere «una cosa che non hanno, perché ho giocato e so cosa pensano i giocatori. Cosa vogliono. Di cosa hanno bisogno». La sua regola d’oro è di non entrare nello spogliatoio prima e dopo le partite. Ricorda anche i suoi rapporti con Silvio Berlusconi: “Quando parlava Silvio, tutti dicevamo ‘ok, faremo così’. Ma poi facevamo a modo nostro”.

L’endorsement a Bolsonaro 

Ronaldo, pare evidente, ama il cibo senza problemi. Ma ricorda che sir Alex Ferguson,per distinguerlo dall’altro Ronaldo (Cristiano), lo chiamava «quello grasso». «Ci sono attivisti per molte cose” dice il Fenomeno “Se sei nero, se sei gay. Non ricordo nessuno che mi abbia difeso quando mi chiamavano grasso”. Ma parla anche di politica: oggi i politici che stavano con lui nell’organizzazione del Mondiale brasiliano del 2014 sono finiti in galera per tangenti. «Ma ora finalmente il popolo si è svegliato, sente che qualcuno lo ascolta»: il riferimento a Jair Bolsonaro è chiaro.

Ilaria Paoletti

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