Roma, 23 mar – “Nei prossimi tre anni e con un budget adeguato” si disputerà una partita di calcio di serie A in Cina. Questa è la base di un accordo pluriennale tra i vertici della Figc  con China Media Group, gruppo media dello Stato cinese.

L’incontro di domenica

Domenica, nel corso di un incontro parallelo alla visita del presidente cinese Xi Jinping a Roma, parteciperanno figure espressione di Pechino insieme il presidente della Figc Gabriele Gravina, il presidente e l’ad della Lega Serie A,  Gaetano Micciché e Luigi De Siervo.

Calcio strumento di scambio

Nell’accordo il calcio è uno strumento di scambio  tra Cina e Italia. Il governo cinese è  in prima linea per l’ottenimento dei Mondiali del 2026 o del 2030: l’amicizia con una nazione come l’Italia, con il suo peso nel mondo calcistico, ha un’importanza considerevole. Giovani promesse cinesi potrebbero venire nel nostro Paese per allenarsi e formarsi, non solo atleticamente ma anche a livello scolastico. L’esperienza della Var, inoltre, interessa molto alla Cina e nell’accordo c’è la condivisione delle conoscenze su tale sistema.

Ma la serie A rimane in Italia

Sin’ora è chiaro che la partita non sarà una gara di campionato. “La Serie A in Cina? No il campionato si gioca in Italia, per questo si chiama italiano” ha precisato il presidente della  Gabriele Gravina nel corso di in un’intervista a Rai Sport. “E’ un progetto ampio, noi vogliamo andare in Cina e loro venire da noi – ha aggiunto – l’accordo riguarda la competizione e la preparazione”.

Ilaria Paoletti

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