Roma, 14 mar – Flavia Pennetta, la nostra tennista vincitrice di uno Us Open (e che contestualmente annunciò il suo ritiro dallo sport) entra nella discussione sugli atleti transgender e, in generale, sulle differenze tra uomo e donna in contesti agonistici.

“Il rispetto? Bisogna guadagnarselo”

Intervistata da Paolo Rossi per La Repubblica, la campionessa pugliese si dice “felice di tutto quello che noi donne abbiamo ottenuto nella storia” ma allo stesso tempo mette sul piatto alcune criticità che il disperato bisogno di riconoscimento della parte femminile dello sport ingenera. L’argomento va a toccare il concetto di molestia, quando è vera e quando, invece, è solo frutto di una denuncia isterica: “Forse stiamo andando un po’ dall’altra parte. Non so, ho come l’impressione che venga tutto accentuato. Attenzione, il rispetto per la donna deve esserci a prescindere, e noi dobbiamo lottare per averlo se non ti viene dato, bisogna guadagnarselo e lottare per averlo ma ripeto, per me vanno fatti dei distinguo”. Continua così la Pennetta, mamma del piccolo Federico: “Semplicemente, una cosa è un corteggiamento, una battuta, e un’altra cosa quella che va oltre il corteggiamento. Boh, mi sbaglierò ma stiamo andando un po’ oltre tutti quanti”.

Sport e sessismo

E quando dal giornalista viene “messa in guardia” contro le critiche probabilmente le pioveranno addosso per queste considerazioni, lei reagisce così: “Il mio non è un essere contro la donna, o che. Dico solo che occorre equilibrio, e non penso di dire una castroneria così grande”. D’altronde la Pennetta ha fatto della sua forza interiore la sua punta di diamante, che va oltre l’essere semplicemente una donna: “Non farei diventare un caso di sessismo una mezza battuta, ma sarà che ho vissuto molto tempo con gli uomini, circondata da maschi, tanto che mi dicevano sempre che parlare con me era come parlare con un uomo”. E delle differenze di genere nello sport che l’ha cresciuta, il tennis,  dice: “Quando sento dire che il tennis maschile è una cosa, e quello femminile un’altra, anche questo è minimizzazione, o no? So benissimo quanto noi tenniste soffriamo e lottiamo, in campo”.

La polemica con gli atleti transgender

E in merito alle polemiche che hanno investito Martina Navratilova, anche lei ex tennista  e vincitrice di 18 titoli del Grande Slam, dichiaratamente lesbica e nonostante questo estromessa dall’organizzazione Lgbt denominata Athlete Ally perché si è dichiarata contraria alle gare con gli atleti transgender dice: “Argomento difficile da risolvere. Però va detto che sono geneticamente diversi. Superiori fisicamente. Hanno più potenza. Va bene che vogliamo rendere il mondo aperto, vogliamo essere liberi in tanti aspetti. Ma esiste anche un ordine delle cose. Ma sarò fatta male io…”. Verrebbe da dire a Flavia, grande sportiva che no: non è fatta male. E che ce ne vorrebbero di più di donne come lei.

Ilaria Paoletti

 

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Commenti

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1 commento

  1. …la verità è che i radical chic/lgbt – vogliono- voler far credere che è sbagliata lei..la loro arma è l’ inganno…

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