Roma, 9 giu – Mai sottovalutare l’Italia, anche e soprattutto quando i pronostici non sono a suo favore. Il calcio femminile, è noto, ha iniziato ad essere seguito, relativamente e in particolare dai media, soltanto negli ultimi due anni. Gli italiani non hanno infatti mai mostrato particolare interesse a riguardo e le ragazze del pallone spiccano in altre nazioni, in molti casi dove il calcio maschile non emerge. Eppure buon sangue non mente, in Italia questo non è uno sport, è un gioco totale che tranne rari criticoni tutti vivono quotidianamente.

La vittoria nell’esordio ai Mondiali femminili in Francia, contro la favorita Australia, è segno dunque che anche le donne italiane sanno giocare a questo gioco, eccome. Evitiamo però stucchevoli e retorici paragoni con il calcio maschile, è semplicemente una bella soddisfazione quando il tricolore sventola alto, vince e convince. C’è chi parlava di avversario proibitivo per le Azzurre, perché le Matildas australiane, seste nel ranking Fifa, partecipano regolarmente ai mondiali a differenza nostra che non li giocavamo da venti anni. Perché sulla carta sono appunto tra le favorite per la vittoria finale e perché hanno uno dei migliori attaccanti del torneo, Samantha Kerr.

Nessuno o quasi aveva messo in conto lo spirito tutto italiano che salta fuori in questi casi. E in molti, impegnati a incensare il multietnico che emerge anche nel calcio femminile, non si erano resi conto che un piccolo fuoriclasse lì davanti ce l’ha anche la nostra nazionale. Si chiama Barbara Bonansea, gioca nella Juventus, e ha siglato una doppietta strepitosa, con rimonta completata al 95′. Da 0-1 a 2-1 e tanti saluti alle Matildas.

Alessandro Della Guglia

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